Il mercato fotovoltaico italiano e le sue applicazioni pratiche nel settore vinicolo

Solar energy panels against sunny sky - fisheye shotLa Green Economy nel sistema vitivinicolo: esempi di applicazione aziendale. Questo e’ il titolo della tesi scritta da Andrea Masotti, neolaureato veronese in Scienze e Tecnologie Viticole ed Enologiche, presso l’Università degli Studi di Verona, che vuole fare il punto sul mercato fotovoltaico italiano.

Il suo lavoro fornisce una rappresentazione degli aspetti positivi e delle criticità derivanti dall’installazione di un impianto fotovoltaico per l’attività aziendale, nello specifico per una cantina vitivinicola.

In Italia, dove l’irraggiamento solare non manca, il mercato fotovoltaico ha avuto una crescita decisiva nel momento in cui il legislatore (prima quello Europeo, poi quello italiano) ha iniziato ad emanare decreti per promuovere l’installazione degli impianti. I vari Conti Energia hanno aiutato l’utente, con incentivi e detrazioni, ad optare per il fotovoltaico, ma la crisi economica ha prodotto programmi di incentivazione che cambiano negli anni in base ad esigenze di bilancio dello Stato e a scelte politiche sullo sfruttamento delle energie, rendendo così difficile realizzare progetti efficaci nel medio e lungo periodo.

In questo contesto normativo poco coerente si distinguono – secondo l’analisi dell’enologo veronese – delle concrete ed ottime realtà fatte di persone ed aziende che credono nelle energie rinnovabili, con una filosofia tesa al raggiungimento della Grid Parity (ossia il punto in cui l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili ha lo stesso prezzo di quella ottenuta da fonti fossili).

Nella ricerca, Masotti ha preso in considerazione l’impianto fotovoltaico dell’azienda Le Calendre, con sede a San Floriano nel Comune di San Pietro in Cariano, un ottimo esempio sul territorio di azienda vitivinicola che utilizza fotovoltaico. Installato sul tetto, evita un’emissione di Co2 annua di 5.500 Kg. Si tratta di un impianto Grid Connected, allacciato alla rete nazionale, con accesso allo Scambio sul Posto (ovvero con la possibilità di reimmettere nella rete il surplus di energia prodotto, ottenendo in cambio sconti sulla fornitura).

L’impianto è formato da 33 pannelli fotovoltaici in policristallino, con dimensione 1 m per 1,66 m e con potenza pari a 7,9 kWp. L’installazione possiede 2 inverter che gestiscono 16 e 15 panelli ciascuno. Questa divisione è stata fatta per minimizzare il rischio di perdite di energie per eventi eccezionali e per risolvere eventuali fenomeni di ombreggiamento. La potenza reale prodotta annualmente dall’impianto fotovoltaico si aggira attorno a 9-10mila kWp, in base alle condizioni atmosferiche dell’anno.
Il fotovoltaico sembrerebbe prestarsi bene ad una realtà come quella vitivinicola dove la richiesta di energia è significativamente più elevata nel periodo estivo e autunnale, quando anche il sole riscalda di più e il pannello rende meglio.

Secondo Andrea Masotti, i prossimi anni si prospettano come anni difficili per le fonti rinnovabili in Italia, non tanto dal punto di vista tecnologico, che vede aumentare continuamente la propria efficienza, ma per la mancanza di un progetto futuro per il rinnovabile. Per avere una prospettiva bisognerebbe cambiare la filosofia e il modo di pensare l’energia rinnovabile. Per definizione l’energia rinnovabile è energia pulita, capo saldo della green economy, l’obiettivo primario per il rinnovabile deve essere quindi il rispetto per l’ambiente e non il guadagno. Negli ultimi anni molto probabilmente questa filosofia e questi obiettivi sono rimasti da parte per far spazio all’investimento, all’incentivo che, quando finisce, fa terminare anche lo scambio e il mercato delle rinnovabili.

Gli incentivi per aiutare il cittadino a istallare un pannello fotovoltaico sono senz’altro necessari, ma, dato che i prezzi del fotovoltaico, nell’ultimi due anni, si stanno abbassando, l’auspicio è che gli impianti fotovoltaici si sviluppino in maniera capillare non solo per queste ragioni economiche, ma soprattutto per il benessere comune e il rispetto dell’ambiente, in un ottica di grid parity.

Oggi l’idea di gran parte degli italiani è che le rinnovabili possano essere essenzialmente un investimento, fonte di risparmio nel lungo periodo e di guadagno prima che bene comune e rispetto dell’ambiente. Considerando che il cambiamento di cultura e di filosofia si potrà ottenere solo con tempi medio-lunghi, è quindi necessario – conclude Andrea Masotti – incoraggiare da subito e con rinnovato entusiasmo l’installazione d’impianti da fonti rinnovabili.

 

Articolo di Mariagrazie Semprebon – ripreso da veronagreen.it