Il Lussemburgo ufficializza l’istituzione del family office

Secondo una statistica Bloomberg, i family offices top 10 della classifica mondiale consiglierebbero le famiglie su ricchezze accumulate che si aggirano intorno ai 411 milioni di euro.

Nella sola Europa, sarebbero circa 10.000 le famiglie che disporrebbero di una ricchezza sufficiente per fare appello ai servizi di un family office. Un potenziale enorme, che fa ben sperare chi ritiene che, in prospettiva, questo mestiere finirà per rimpiazzare il private banking, almeno in Lussemburgo.

Già, il Lussemburgo. Dopo gli Stati Uniti e Dubai, che hanno già legiferato in materia, il Lussemburgo é il primo paese in Europa a votare una legge (adottata il 21 dicembre 2012 e che e’ entrata in vigore il 2 gennaio 2013) specifica sull’attività dei family offices, che mira in primo luogo a chiarire il termine stesso e in seconda istanza a trasformare questo strumento di marketing in una nuova categoria di PSF (Professionnels du secteur financier).

Il testo della legge stabilisce infatti che l’attività di family office consiste nel fornire a titolo professionale dei consigli o servizi di natura patrimoniale a delle persone fisiche, a delle famiglie cosí come alle entità ad esse legate. Ció significa che questo ruolo non potrà piú essere svolto da chiunque e non importa come, si tratta piuttosto d’ora in poi di un’attività riservata ad una precisa figura professionale, che deve osservare ed attenersi a specifici doveri professionali supplementari.

Nonostante lo statuto di PSF introduca nuove esigenze (rispetto delle regole antiriciclaggio, spese legate ai controlli dell’organo di vigilanza…), questa etichetta é accessibile a vari professionisti regolamentati: dagli avvocati agli istituti di credito, passando attraverso esperti contabili, revisori, investment advisers e corporate domiciliation agents.

Ció che conta é mantenere il rispetto per l’essenza stessa del family office, che consiglia ma non vende, e che risiede nella facoltà di poter disporre dell’indipendenza necessaria per proporre i migliori servizi ai clienti.

Il regolamento del conflitto di interesse é essenziale. L’interesse alla difesa del proprio azionariato implica, ad esempio, de facto, seri limiti alla prestazione del servizio di family office all’interno di una banca. E, d’altra parte, le famiglie ricche e gli imprenditori sono alla ricerca di un interlocutore capace di comprendere i loro bisogni e di consigliarli in tutta fiducia.

Queste grandi famiglie non conoscono necessariamente il Lussemburgo, ma detengono ed utilizzano già certamente alcuni prodotti lussemburghesi. Ecco perché questa legge rappresenta un elemento chiave in un piano di marketing in evoluzione, diretto a conquistare clientela oltre confine, attraverso la creazione della domanda e la contestuale capacità di fornire una serie di assicurazioni ai clienti.

Prima fra tutte (articolo 4 del testo di legge) mantenere la tradizione di una certa discrezione. Potremmo dire: “il segreto bancario é morto, viva il segreto professionale”. Ma non parliamo tanto di fiscalità, quanto di confidenzialità, di protezione della sfera privata del cliente.

A ció va aggiunto che non ci si puó improvvisare “consiglieri” per questo tipo di clientela, perché si tratta di rispondere a bisogni specifici in termini di reporting, di governance familiare, di gestione di attivi, di consigli in materia fiscale, tali per cui non si puó prescindere dalla necessità di avvalersi di professionisti con elevato profilo tecnico e che dispongano dell’esperienza e delle conoscenze necessarie. É esattamente per tale motivo che persone e società che esercitavano come family office prima dell’entrata in vigore della legge senza rientrare in una delle professioni regolamentate, devono inoltrare alla CSSF (Commissione de Sourveillance du secteur Financier) una domanda di messa in conformità entro il 30 giugno 2013, oppure cambiare di attività.

Votando questa legge il Lussemburgo puó vantare quindi un ennesimo primato in Europa, offrendosi nel contempo uno strumento di marketing destinato ad aumentare la sua visibilità internazionale, attraverso la valorizzazione della specificità della sua piazza finanziaria.

La conquista di nuovi clienti passa evidentemente anche attraverso la regolamentazione di una nuova professione, e la vera sfida consiste nel saper attirare a far prosperare sul suolo lussemburghese nuovi attori, professionisti di alto livello e grandi nomi stranieri, e favorire le sinergie fra gli strumenti già a disposizione (UCITS, SOPARFI, SIF….). In beffa a chi parla ancora di questo Paese in termini di “paradiso fiscale”.

 

Articolo ripreso dal blog Equisam su wordpress.com

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