Il futuro del credito alle famiglie e alle piccole imprese non passa per le banche

Cresce il dubbio che nel settore bancario spesso si parli dei problemi sbagliati: il credito che si prevede ritorni ma poi continua a mancare, le fusioni affrettate delle banche popolari per evitare che siano scalate da banche straniere speculatrici, le fondazioni bancarie dentro o fuori e via così. E’ tutta qui la prospettiva di cambiamento del settore?

Se l’argomento è il futuro del settore bancario, se l’argomento ancora più critico  è la cinghia di trasmissione del risparmio a chi del risparmio ha bisogno (famiglie e imprese) non dovremmo prendere maggiore coscienza di quanto sta avvenendo in USA -normalmente 10 anni avanti all’Italia in mercati finanziari- non dovremmo guardare oltre ai giardinetti un po’ appassiti del nostro sistema finanziario?

Mentre alcuni si prodigano in acrobatiche difese del territorio e delle sue imprese (ma gli impieghi continuano a scendere…), mentre il sistema bancario per bocca del suo portabandiera ritiene di ‘avere fatto quasi un miracolo‘ in questi anni di credit-crunch, in USA i due principali marketplace di prestiti a privati e a piccole imprese firmano accordi di collaborazione. Dopo quello già citato di Lending Club con Alibaba, ieri PROSPER MARKETPLACE e ONDECK hanno unito le forze per conquistare una fetta ancora più grande del business del credito, una volta monopolizzato dalle banche:

Prosper, which through its platform offers consumers access to fixed-rate, fixed-term personal loans between $2,000 and $35,000, and OnDeck, which offers small businesses loans between $5,000 and $250,000 as well as business lines of credit, will be close integrated partners in the peer-to-peer space.

“This partnership gives Prosper Marketplace’s customers access to more options for credit now and creates a great platform for the future,” said Aaron Vermut, CEO, Prosper Marketplace. “Prosper Marketplace is focused on delivering access to a consumer-friendly personal loan product that offers people fair, competitive rates. We are excited to work with an industry leader like OnDeck to help our customers that are looking for loans for their small businesses.”

“OnDeck is 100% focused on helping small businesses meet their capital needs,” said Noah Breslow, CEO, OnDeck. “Our partnership with Prosper Marketplace, a like-minded technology innovator, will enable us to offer more small businesses a seamless experience to meet their financing needs.”

Poca cosa? Giudicate voi: da soli Prosper ha già intermediato 3 miliardi di $ con una crescita del 350% nel concedere finanziamenti ai privati e OnDeck ha già prestato oltre 2 miliardi alle piccole imprese americane. Quotata in borsa è oggi in grado di approvare un credito a una piccola impresa in pochi minuti ed erogare i fondi in giornata. Compete con banche che per lo stesso processo impiegano settimane o mesi (in Italia). E’ in grado di impacchettare i prestiti erogati, fare cartolarizzazioni e consegnare agli investitori ciò che cercano, diversificazione e rendimenti, mentre le banche italiane non hanno ancora concluso una sola operazione di cartolarizzazione dei prestiti alle PMI.

Prosper, OnDeck e tutte le altre piattaforme disintermediano un sistema di banche US che appare costoso e inefficace, portano il risparmio direttamente e velocemente nelle tasche di che ne ha assoluto bisogno e buone possibilità di restituirlo. E volano.

NEW YORK – AmeriMerchant, a leading financial technology/data company providing alternative lending solutions to small and mid-sized businesses (SMBs), today launched Version 2.0 of their online application that allows SMBs to apply for working capital solutions with real-time decisions in 60 seconds or less.

Ma qui tutto questo cambiamento non è ancora stato compreso più di tanto: i CEO delle banche italiane ne parlano pochissimo (forse non ne conoscono ancora molto), si parla di digitale con troppa vaghezza. L’impressione è che nei nuovi piani industriali si stia preparando il consueto intervento di lifting senza convinzione e senza andare a intaccare veramente le tecnologie (obsolete) e i processi (farraginosi). Chi ha espresso la voglia di disfarsene e ricominciare? Poi ci sono anche stimati professori universitari (non me ne vogliano ma datati anche loro…) che hanno emesso la loro sentenza alla domanda se il ‘Fintech sia una vera minaccia per le banche?’:

Anche se i cambiamenti in atto sono piuttosto profondi, i nuovi attori che stanno entrando sul mercato bancario-finanziario probabilmente non riusciranno ad avere un impatto realmente disruptive e a prendere il posto degli incumbent. I pericoli maggiori per i grandi provengono, invece, dalle Over-The-Top. (prof. Bertelè, Università del Politecnico di Milano su ICT4executive)

Personalmente credo che sia Bertelè a sbagliarsi, non tanto sugli Over-The-Top (Amazon, Google…) ma sull’onda di avanzata dei marketplace e delle piattaforme web che è irreversibile e destinata a riconfigurare l’intero settore bancario. Recentemente lo ha detto il CEO di JPMorgan, Jamie Dimon, proprio mentre qui i presidenti di banche popolari auspicano fusioni amichevoli di sportelli sovrapposti e consegnano ai soci un bilancio poco esaltante.

Il venture capital internazionale, il private equity, la borsa, gli investitori istituzionali, i fondi pensione stanno tutti convogliando ingenti capitali sui nuovi marketplace avendone percepito le enormi potenzialità di crescita e la totale rivoluzione di efficienza. C’è alle porte un nuovo futuro per la finanza ed è bene che anche in Italia si cominci a ragionarci più seriamente. Non solo qui.

e probabilmente Amazon la mettera' in quel posto a tutti..

Articolo di F_Bolognini – ripreso da linkerblog.biz

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