Il Draghetto Grisu spiega una volta per tutte cosa devono fare le banche italiane

Vi presentiamo un estratto dall’intervento del presidente della ECB, Mario Draghi a Parigi in primavera, in cui Draghi (da noi sempre affettuosamente chiamato Draghetto Grisu’) tratta in modo efficace e chiaro l’evolversi della crisi del sistema bancario.

I punti chiave di questo passaggio dedicato alla crisi delle banche europee e al percorso con cui la Banca Centrale Europea intende rimettere in piedi un intero settore sono questi:

• dal 2005 al 2012 le banche hanno esagerato nell’attività di prestito, operando con modelli di business insostenibili, in bilico sull’eccesso di impieghi rispetto alla raccolta di risparmio, basandosi sulla fiducia di una disponibilità illimitata di fondi dal mercato all’ingrosso dei capitali. Un modello non auspicabile né sostenibile fondato sulla falsa certezza della garanzia di ultima istanza degli Stati sul debito delle banche. Giudizio piuttosto severo verso chi ha portato le banche in questo baratro.

• la correzione degli eccessi bancari andava fatta con un processo di deleveraging (riduzione della leva finanziaria) ‘buono’ e non basato su chi dimagrisce operando una stretta creditizia e aspettando che le sofferenze riprendano valore. Piuttosto diretto il rimbrotto a banche che hanno atteso troppo (e forse stanno attendendo ancora) la ripresa di valore dei crediti dubbi, le ‘zombie banks’ costrette a vendere le sofferenze a prezzi molto bassi.

• la BCE ha salvato una prima volta le zombie-banks immettendo ampia liquidità ma non intende farlo una seconda volta a gratis e quindi le banche devono passare per il crash-test dell’Asset Quality Review (AQR) e arrivarci in forma, non con un carico di sofferenze nascoste. E servono corposi aumenti di capitale.

• nel percorso verso il buon deleveraging le banche devono fare chiarezza nel portafoglio crediti deteriorati e anche costituire bad bank per cedere le sofferenze, anche prima dell’AQR.

• infine un richiamo ad accompagnare il processo di pulizia bancaria e di crescita con un chiaro sostegno ai mercati obbligazionari locali, che serviranno a finanziare imprese dove le banche non potranno più arrivare.

Non so perché ciascuno di questi punti sembra un richiamo esplicito alle banche italiane e indica che quanto è stato già fatto -a denti stretti- per classificare nuove sofferenze, fare accantonamenti straordinari e varare aumenti di capitale è stato frutto di una regia alta della BCE che le banche hanno dovuto subire e a cui stanno rispondendo in ritardo.

 

Testo parzialmente ripreso dal blog linkerblog.biz – autore: F. Bolognini