I derivati come un sistema per evadere le tasse

I prodotti derivati sono anche utilizzati da alcuni contribuenti per aggirare in modo illecito i propri doveri fiscali. Ad affermarlo è il GAO (Governament Accountability Office), l’equivalente statunitense della nostra Corte dei Conti, in un report che si concentra proprio sulle disparità di trattamento fra i prodotti derivati e sugli abusi che ne derivano.

Di fatto, afferma l’autorità americana, in molti approfittano del mosaico di leggi che attualmente regolano la tassazione. E, parallelamente, del proliferare dei derivati. L’Internal Revenue Service cerca di farli rientrare nei confini delle leggi già esistenti: ma queste, nella maggior parte dei casi, sono state elaborate molto prima della diffusione di tali complessi prodotti finanziari. Perciò spesso ne risulta che prodotti che a livello economico hanno lo stesso valore subiscano trattamenti molto differenti. Il che costituisce una violazione dei più basilari principi della tassazione.

L’IRS e il Tesoro statunitense sono i soggetti più adeguati a studiare nuove leggi ad hoc. Ma, fra il 1996 e il 2010, non hanno portato a termine 14 dei 53 “compliance programs” in programma. Si tratta di progetti che potenzialmente rivestono un’enorme importanza, soprattutto in una fase di incertezza legislativa. La complessità della materia, e il suo potenziale impatto a livello economico, hanno allungato i tempi: ma i contribuenti, afferma il GAO, devono comunque essere informati sull’andamento dei lavori.

Spesso, continua il rapporto, l’IRS identifica nuovi prodotti derivati, o nuove potenzialità per il loro utilizzo, solo nel momento in cui hanno già raggiunto un’ampia diffusione. E ciò limita la sua possibilità d’intervento. A tale scopo, la pianificazione 2009-2013 dell’agenzia fiscale americana già prevede una collaborazione con la Sec e il Cftc, per uno scambio di informazioni che potrebbe rivelarsi prezioso. Ma, afferma il GAO, tale partnership non è sistematica come dovrebbe: e merita di essere ulteriormente approfondita.

Testo ripreso da valori.it

Per saperne di piu', potete inviarci una email a contatto@consulenza-finanziaria.it oppure mandarci un messaggio tramite Facebook 

FB Messenger