Herbert Herzog l’uomo che sapeva tutto dell’oro italiano durante la seconda guerra mondiale

Dal sito l’Archivio, una affascinate storia su un personaggio enigmatico e misconosciuto che permise il recupero dell’oro italiano disperso durante la seconda guerra mondiale. Una storia tutta da leggere.

Chi e’ l’uomo al centro di questa magnifica storia riguardante l’oro italiano?

Il suo nome: Herbert Herzog, nato nei dintorni di Vienna nel 1922. Era figlio di un imprenditore ebreo e di madre tedesca, il che nel 1938, dopo l’Anschluss dell’Austria,  gli creo’ molti seri problemi. Suo padre mori’ in seguito ai maltrattamenti subiti nelle prigioni della Gestapo, lui stesso, giovinotto, fu internato nel campo di concentramento di Buchenwald dove cerco’ di sopravvivere per 10 mesi in condizioni precarie.
A giugno del 1945, dopo la sua liberazione, trovandosi a Badgastein reincontro’ un ex diplomatico nazista tedesco che, non si sa come, pare lo avesse conosciuto nel campo di concentramento, era diventato suo amico: Bernd Gottfriedsen. Quest’ultimo, non si sa perche’, lo prego’ di occuparsi della faccenda dell’oro italiano che  era stato nascosto a Hintersee, a Salisburgo e a Badgastein, chiedendogli di fare in modo che venisse messo al sicuro informandone le forze armate alleate.

Quando e’ che Herzog si attivo’?

Subito. Gia’ nel giugno del 1945. Riferi’ tutte le informazioni dettagliate ricevute da Gottfriedsen.

Se il tutto si limitava ad una informazione, perche’ Herbert Herzog e’ diventato cosi’  importante in questa storia?

Da quel momento in poi ha dedicato 12 anni della sua vita solo all’oro italiano. Ha fatto delle ricerche su tutto: la sua origine, la provenienza ma anche tutti i luoghi in cui è stato custodito.
Suo desiderio era mettere in condizione il vostro paese di riottenere tutto il suo oro, quello che -nel settembre ’43 da Roma era stato portato a Milano, poi da Milano a Fortezza- e che dall’autunno del 1944 comincio’ ad essere condotto in Germania.

Quanto tempo impiega per acquisire tante informazioni?

La sua ricerca negli archivi durerà 12 anni.
Incontra tutti i funzionari rintracciabili. Consulta ogni doumento, anche il meno importante. Con passione e determinazione. Riuscendo infine a scoprire che i lingotti e le monete d’oro italiane, che il  governo di Mussolini era stato obbligato ad inviare in Germania nel 1945, c’erano ancora tutti.

In dettaglio come opero’ Herzog nella sua ricerca?

Ha lavorato basandosi sugli atti e registri dell’oro della Deutsche Reichsbank. Si può inoltre aggiungere che Herzog si è avvalso probabilmente del miglior consulente  in materia che si potesse trovare a quel tempo, ovvero il direttore del reparto oro della Deutsche Reichsbank  dal 1922, il Consigliere Albert Thoma.
E in base a questi registri, il registro delle entrate, il registro dei lingotti, il registro delle vendite, degli acquisti, è possibile seguire esattamente i movimenti dell’oro italiano,  e non solo di quello italiano.
I tedeschi sono notoriamente molto precisi, molto esatti e pedanti,  e quindi non c’era la possibilità da parte della Reichsbank, e nella Reichsbank,  di “deviare” piccole o anche grandi quantità di oro. Quando dunque le relative entrate di oro venivano registrate, venivano anche contabilizzate le relative uscite. C’erano anche le rispettive bolle di consegna e i movimenti dell’oro italiano sia verso Berna, sia nella Reichsbank a Berlino, sia poi a Merkers, Hintersee o Schleswig-Holstein, erano sempre documentabili.

Ma oltre a l’oro italiano, c’erano altri beni, o preziosi, che I tedeschi hanno portato -insieme all’oro- da Milano a Fortezza?

A Milano i tedeschi pare avessero scoperto anche altre cose. C’erano 29 casse di proprietà della principessa Mafalda,  3 casse sigillate e 39 pacchi sigillati che probabilmente contengono della valuta, 39 casse con dei dipinti e 29 casse sigillate con lastre per la stampa …. saranno state lastre per stampare denaro..
Questo però non è stato portato a Berlino.

Ci fa l’esempio di uno dei documenti importanti trovati da Herzog?

Uno dei 700 documenti, relativi soprattutto al patrimonio della Deutsche  Reichsbank e anche della US Finance Division, descrive la consegna dell’oro italiano di Hintersee, il 19 febbraio 1947, da parte del generale americano  Case al Cancelliere federale austriaco Leopold Figl.

C’e’ un episodio particolare riguardante il recupero dell’oro?

Nel gennaio del 1952, Alois Ziller un contadino di Hintersee che era stato capo locale dei contadini della NSDAP (partito nazionalsocialista tedesco) redasse per conto di Herbert Herzog, un documento relativo al ritrovamento dell’oro sulla sua proprietà. L’oro  era stato portato dai tedeschi nel 1945 prima al castello di Fuschl, e poi  da Fuschl a Hintersee e Badgastein. La maggior parte, 81 sacchi di oro, una quantità che superava le 4 tonnellate, finì nella proprietà del Sig. Ziller.  E Ziller descrive in modo molto preciso come nel 1945 è avvenuto il recupero.  Scrive : “Quel giorno (era il 17 giugno 1945) sono arrivati sulla mia proprietà l’allora a me ancora sconosciuto Sig. Herbert Herzog accompagnato dal Sig. Gottfriedsen, un diplomatico tedesco, e due ufficiali americani a bordo di una macchina americana che si recarono direttamente nel capannone.  Dopo poco mi sono incontrato con questi signori. Il Sig. Gottfriedsen  mi salutò e disse che il Sig. Herzog avrebbe ora messo al sicuro l’oro.
Nel frattempo –  continua –  arrivò anche il sindaco con altri cittadini e contadini di Hintersee. E tutti insieme avrebbero poi recuperato quegli 81 sacchi.

Poi Ziller scrive letteralmente: “Avevo visto che uno dei sacchi era strappato e le monete d’oro fuoriuscite. Per imballare quei pezzi di oro ho messo a disposizione del Sig. Herzog uno dei miei sacchi. Dopo aver caricato i sacchi, le due auto americane con a bordo il Sig. Herzog, il Sig. Gottfriedsen e gli altri americani, c’erano anche alcuni soldati, si allontanarono.”
Nel frattempo Alois Ziller è morto, ma a Salisburgo – a Hintersee – credo viva ancora qualcuno dei suoi figli.

L’oro europeo ebbe storie molto misteriose in quei terribili anni della guerra!

Certo, risulta molto difficile fare i calcoli esatti delle molte partite di oro e della loro provenienza. La situazione in quegli anni era molto fluida. In molti casi possiamo soltanto supporre. Pare ad esempio che in Italia durante gli anni di guerra fossero state trasferite circa 2 tonnellate di oro olandese, diventando  quindi de facto di proprietà italiana. La commissione tripartita di Bruxelles dopo la guerra ebbe davvero problemi complicatissimi da risolvere e molti non li risolse lasciando molte questioni ancora aperte. Dietro la storia della gestiona dell’oro europeo nella guerra mondiale ci sono ancora ferite aperte e misteri da risolvere. Alcuni, ne siamo certi, non si risolveranno mai.