Gli imprenditori si sentono perseguitati dal fisco italiano

Gli imprenditori italiano avvertono un forte stato di disagio nel rapporto con un sistema fiscale complicato, persecutorio e privo di contrappesso. Lo rivela il sondaggio del Centro Studi di Confedercontribuenti: su un campione di 2500 intervistati sull’intero territorio nazionale, infatti, emerge forte il malcontento nei confronti del sistema fiscale italiano, ” con l’aggravante dell’assenza di una efficiente e autonoma giustizia tributaria”.

Nell’indagine di Confedercontribuenti emerge come “l’impresa contribuente ormai sia quotidianamente oggetto di avvisi, accertamenti e cartelle esattoriali da parte dei vari enti impositori e della riscossione. Mediamente ogni azienda riceve circa 29 avvisi annuali di rettifica su adempimenti effettuati verso i vari enti. Questo comporta l’impiego di circa 250 ore medie annuali per risolvere le questioni sorte. Inoltre, un altro dato riguarda il moltiplicarsi degli organi di controllo e verifica, dall’Inps all’Inail, dall’Ispettorato del Lavoro ai nuclei per il contrasto al lavoro nero, dall’Agenzia delle Entrate alla Gdf, da Equitalia alle altre agenzie fiscali fino ad arrivare all’azienda dei monopoli di stato”.

Cosi, in Italia si contano oltre 13 organi diversi preposti alle verifiche fiscali e previdenziali, che nel corso dell’anno possono presentarsi in azienda per effettuare controlli e verifiche. Senza contare tutti gli altri enti esistenti per gli accertamenti in materia di sicurezza e sanità. Dall’indagine emerge un altro dato, ovvero che “il 76% degli imprenditori apre ogni mattina la propria attività con la preoccupazione di ricevere la visita di qualche organo ispettivo o qualche comunicazione di irregolarità da parte di qualche ente impositore”.

Secondo il presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, “questo disagio costituisce un freno allo sviluppo dell’attività imprenditoriale. Gli imprenditori obbligati a stare dietro a mille adempimenti sono costretti a un inevitabile ridimensionamento del tempo dedicato alla produttività e allo sviluppo aziendale. Ecco perché chiediamo che il nuovo parlamento affronti in maniera decisa la questione fiscale. Servono semplificazioni effettive, la razionalizzazione degli organi e degli enti preposti agli accertamenti, una seria riforma della giustizia tributaria. Perseverare sta inevitabilmente portando alla distruzione del Sistema Italia senza alcun valore aggiunto per il fisco e questo sistema vessatorio pesa più dell’enorme carico fiscale sopportato”.

 

Da: italiaoggi.com

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