Giulio Barbieri Spa vuole investire nella tecnologia

La società Giulio Barbieri S.p.A ha progettato e realizzato i primi modelli di gazebo e tunnel estensibili nel 1990, diventando in breve tempo azienda leader nel commercio di strutture modulari in alluminio, conquistando fiducia e stima tra gli operatori internazionali del settore.

L’azienda è stata segnalata attraverso la nostra Survey come potenziale finalista della seconda edizione del Premio Internazionale Le Fonti del prossimo 28 giugno.

L’eleganza e l’affidabilità degli articoli prodotti ha portato l’impresa al consolidamento della propria posizione sul mercato grazie all’assoluta disponibilità e capacità nel soddisfare le richieste sempre più complesse.

Giulio Barbieri S.p.A è un’ azienda leader nella produzione di strutture modulari in alluminio. Qual è la vostra mission?

La nostra mission è portare nel mondo delle strutture che siano espressione del made in Italy, che siano tecnologicamente molto avanzate e che  possano segnare un percorso nuovo in queste strutture dedicate al fotovoltaico e anche ad altri usi. 

In seguito alle politiche ambientali degli ultimi anni volte all’incentivazione delle energie rinnovabili, l’azienda ha sviluppato e commercializzato con grande successo la pensilina fotovoltaica completa di pannelli solari. Perché è importante investire nella green economy?

È importante per il nostro futuro energetico e poi perché i costi dell’energia nei prossimi anni aumenteranno notevolmente. Il costo del petrolio, come tutti possiamo appurare,  sta aumentando in maniera esponenziale. E penso che sia un ottimo investimento per il futuro poter creare energia a kilometri 0 e costi 0, come le pensiline che noi realizziamo: catturiamo energia e la mettiamo a disposizione in loco.

Il ministro dell’ambiente Clini di recente ha affermato:  “Non ci sono tagli al fotovoltaico. Il decreto del 2011 prevedeva che quando il livello degli incentivi fosse arrivato a 6 miliardi, il profilo andava rimodulato tenendo conto della dimensione degli incentivi perché il tetto massimo e’ di 7 miliardi all’anno. Quindi, abbiamo ancora 1,3 miliardi che dobbiamo utilizzare al meglio”. Qual è la sua opinione in merito?

Invece penso che il con il quinto conto energia il taglio venga fatto, ed è un peccato perché comunque l’Italia è tra i Paesi che hanno fatto passi da gigante in questo campo. Naturalmente non ci aspettava un’evoluzione così rapida. Questo ha portato a una diminuzione dei costi degli impianti, quindi a mio avviso c’è un giusto bilanciamento tra quello che è il contribuito e quello che è il costo dell’impianto per produrre. L’Italia è ancora ai primi posti come convenienza da un punto di vista economico, mentre in altri Paesi del Nord Europa dove hanno meno sole e più fotovoltaico la convenienza è minima. È una questione culturale, e vorrei si sviluppasse la cultura civica di creare energia anche nel nostro Paese. Quindi, rispettiamo il conto energia e vediamo come viene formulato.

Avete partecipato ad un progetto didattico sul fotovoltaico. Come pensa sia possibile sensibilizzare le nuove generazioni?

Penso che le nuove generazioni siano già sensibili, hanno espresso dei progetti innovativi con molta passione e estrema puntualità. I giovani sono molto più sensibili di noi, sentono il bisogno di avere un ambiente più pulito e più sano.

Investite molto in tecnologia. Pensate che possa essere una buona strategia per uscire dalla crisi?

È l’unica strategia per uscire dalla crisi.

Quali sono i vostri obiettivi per il 2012?

Nel 2012 il nostro obiettivo è quella di affermare le nuove soluzioni, oltre alle strutture. Oltre a quella che abbiamo già fatto, l’isola di ricarica per veicoli elettrici, abbiamo sviluppato un’isola per le fermate dei bus dove si possono ricaricare telefoni, computer, biciclette ecc.  Inoltre Power Island, un nuovo prodotto, può essere posizionato nelle zone dove non arrivano reti elettriche dando un’indipendenza energetica alle abitazioni o per altri usi.

 

Articolo ripreso dal sito finanzaediritto.it

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