Finanziamenti per grandi progetti in Italia dalla Banca Europea per gli Investimenti

In arrivo finanziamenti targati Banca europea per gli investimenti (Bei) per le reti di impresa, le Pmi innovative e le grandi opere italiane. L’istituto lussemburghese ha infatti deciso di stanziare 27 miliardi di euro a favore dell’Italia per il prossimo triennio, con l’obiettivo di stimolare la ripresa economica del paese. Con il nuovo stanziamento la Bei intende tornare ai livelli finanziari degli anni precedenti, dopo il calo dei prestiti registrato in Italia nel 2012: dagli 8,4 miliardi di euro del 2011 ai 6,8 miliardi dello scorso anno.

Reti di impresa e Risk sharing instrument

Tra i soggetti che godranno maggiormente del nuovo stanziamento ci sono le reti di impresa, le piccole aggregazioni e le imprese impegnate in attività di ricerca e sviluppo. Alla fine del 2012 – ha ricordato il vicepresidente Dario Scannapieco – la Bei ha siglato i primi due accordi di finanziamento per le Pmi innovative con il programma Risk sharing instrument (Rsi) e “intendiamo promuovere l’utilizzo di questo strumento”.

Il Rsi è frutto della collaborazione tra Bei, Commissione Ue e banche: il Fondo europeo per gli investimenti (Fei), garantisce il 50% del rischio di credito della banca sull’esposizione verso i progetti innovativi delle Pmi. La Commissione, invece, offre una garanzia contro le eventuali perdite iniziali, consentendo alle banche di avere più capitale libero per nuovi prestiti.

Infrastrutture

Anche le grandi opere saranno interessare dai nuovi fondi Bei. “Alla luce dei progetti che sono stati presentati – ha proseguito Scannapieco – nei prossimi tre anni dovrebbe crescere la quota di finanziamenti dedicati alle infrastrutture”, che nel 2012 hanno mobilitato il 14% delle risorse destinate all’Italia.

Fino ad oggi tra le principali opere italiane finanziate dalla Bei ci sono il sistema ingegneristico per proteggere Venezia dall’acqua alta (Mose) e il collegamento autostradale tra Brescia, Bergamo e Milano (Brebemi).

E proprio oggi la Bei – insieme a Cassa Depositi e Prestiti, Sace e cinque gruppi bancari italiani (Intesa Sanpaolo, Unicredit, MPS Capital Services, Centrobanca e Credito Bergamasco) – ha perfezionato a Milano il finanziamento della Brebemi, stanziando 1.520 milioni di euro per il completamento dei 62 km di autostrada.
Nel dettaglio, lo schema di finanziamento prevede una quota di 760 milioni di euro forniti da CDP e diretti alla società progetto Brebemi e altri 60 milioni di euro che saranno erogati attraverso i cinque istituti di credito, per un totale di 820 milioni. La Bei fornirà 105 milioni di euro direttamente a Brebemi e 595 milioni di euro attraverso le stesse banche domestiche, per un totale quindi di 700 milioni. La quota complessiva della Bei avrà la garanzia della Sace.

Project bond

Per sostenere la realizzazione delle infrastrutture saranno adottate formule innovative come i project bond. Si tratta di “strumenti interessanti – ha dichiarato il vice-presidente della Bei – perché consentono un mix tra investimenti pubblici e privati. La fase pilota è in corso e si concluderà a fine anno. L’iter prosegue, ma l’operatività è legata all’approvazione delle prospettive finanziarie dell’Ue per il 2014-2020. Per ora sono stati individuati una quindicina di progetti europei, di cui un paio in Italia”.

In Italia tra i progetti pioniersistici c’è Ital Gas Storage e la Tangenziale Esterna Milanese. Ital Gas Storage è un ex giacimento di gas dell’Eni che il gruppo Whysol Investments intende trasformare in un impianto di stoccaggio; per i lavori è prevista l’assegnazione di 700 milioni di euro nei prossimi tre anni. Per la tangenziale, invece, l’ipotesi di utilizzare la formula dei project bond è sul tavolo delle discussioni.

“Continueremo a sostenere le Pmi italiane – ha concluso Scannapieco – per cercare almeno di replicare la performance del 2012 quando sono stati perfezionati nuovi prestiti per oltre 2,5 miliardi. Intendiamo anche avere una presenza sempre più capillare sul territorio, ampliando la platea dei nostri istituti partner anche a quelli di più piccole dimensioni”.

 

Articolo ripreso da fasi.biz, Autore: Viola De Sando