Fannie Mae sapeva delle irregolarità contabili nel tracollo immobiliare del 2008

Nel corso delle indagini della giustizia americana sulle vicende che hanno portato al tracollo immobiliare del 2008, in più di un’occasione sono emerse pratiche irregolari di pignoramento. Ma il Wall Street Journal alza la posta: c’è la possibilità – si legge infatti nelle pagine del quotidiano – che Fannie Mae fosse a conoscenza di tale problema già da anni.

È quanto emerge da un rapporto dell’Ispettore generale della Federal Housing Finance Agency, l’agenzia federale incaricata di vigilare su Fannie e Freddie. Vi si legge infatti che “nel 2005, Fannie Mae incaricò un’agenzia legale esterna di porre sotto indagine una serie di dichiarazioni, riportate da un investitore, secondo le quali ci sarebbero stati abusi nell’ambito delle procedure di pignoramento”.

L’anno successivo, tale consulente avrebbe riscontrato, in effetti, alcune irregolarità: tenendo conto, comunque, del fatto che Fannie stava mettendo a punto un nuovo sistema informatico volto a migliorare la supervisione di tali attività.

Ma, a quanto pare, tali proposte sono rimaste lettera morta. Né Fannie Mae né la FHFA hanno preso alcun provvedimento; e il sistema informatico non è mai entrato in azione. Addirittura, le autorità della FHFA sarebbero venute a conoscenza della relazione dell’Ispettore generale solo dagli organi di stampa. In una lettera di risposta, il vicedirettore dell’authority Elizabeth Scholz dichiara che, ad ogni modo, nessun sistema di monitoraggio avrebbe potuto scongiurare del tutto le pratiche improprie.

Ma, fa notare il quotidiano americano, probabilmente ne avrebbe quantomeno mitigato gli effetti.

Articolo ripreso da valori.it

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