Drammatico crollo dei consumi nel 2012

Le vendite restano al palo, gli italiani ormai spendono solo per mangiare, risparmiando sulla qualità, visto il guadagno dei discount che registrano la crescita più sensibile.

La fotografia scattata dall’Istat sui consumi ad ottobre vede, infatti, il giro d’affari in aumento dello 0,1% su settembre, grazie al traino che arriva dal settore alimentare, che sale dello 0,7%, e alla spinta prodotta dall’inflazione, che proprio a ottobre ha raggiunto il picco. Così a confronto con lo scorso anno gli acquisti risultano ancora in forte calo (-1,5%) e la chiusura del 2011 si preannuncia negativa, con l’Istat che già calcola una perdita dello 0,8%.

Nonostante per la prima volta dopo cinque mesi scompaia il segno meno davanti alla variazione mensile, il dato di ottobre conferma il perdurare della fase depressiva.

Rispetto allo stesso mese del 2010, a fronte di una «ripresina» per le vendite alimentari (+0,9%), l’Istat rileva un deciso ribasso per tutto il «non food» (-2,5%). Le famiglie tagliano su tutto, spendendo sempre meno per elettrodomestici, radio, tv e registratori (-6,6%), abbigliamento (-2,9) e perfino per i farmaci (-3,1%).

Sono ancora una volta i piccoli negozi, le botteghe di quartiere a essere più colpite (-2,2%). Gli affari vanno meno peggio nella grande distribuzione (-0,5%), dove spicca il vantaggio che, in tempi di crisi, hanno preso i discount alimentari (+2,9%). L’unico vero rialzo registrato dall’Istat, però, preoccupa i consumatori: secondo il Codacons il ricorrere allo sconto è «un segno evidente della crescente povertà».

Tanto che per la Cia-Confederazione italiana agricoltori «sei famiglie su dieci hanno dovuto modificare il menù quotidiano, una su tre è stata costretta a tagliare gli acquisti per la tavola, mentre oltre il 30% ha comprato prodotti di qualità inferiore». Sulla stessa linea la Coldiretti che rileva come «il 25% degli italiani abbia aumentato la frequenza dei discount».

Negativi sono anche i commenti che arrivano dalle associazioni dei commercianti, per la Confcommercio a ottobre c’è stata «una contrazione dei consumi reali». Drammatico è il calcolo che fa Confesercenti: «Dal 2006 a ottobre 2011 le vendite dei piccoli esercizi hanno subito un calo in termini reali del 17,2%, e dal 2005 sono già sparite 101.163 imprese».

 

Articolo ripreso da gazzettadelsud.it

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