Derivati e Opzioni questi misteriosi oggetti del desiderio

opzioni-e-derivati-due-modi-pericolosi-di-scommettere-con-la-finanzaI derivati sono contratti finanziari a esecuzione differita basati su uno o più titoli, indici, commodities, valute o tassi.

E vengono di solito mediante opzioni, futures o swap vengono usati per operazioni speculative o per strategie di hedging ovvero di copertura del rischio finanziario.

I derivati di solito hanno un elevato effetto leva finanziaria e, se usati correttamente, consentono di operare agevolmente senza impegnare troppe risorse. Si pensi ad esempio di un utilizzo di copertura del rischio cambio o delle variazioni di altri titolo o indici sui quali nei quali si è investito.

E’ da considerare anche che l’operatività in derivati non sempre viene effettuta per i fini di protezione del proprio investimento finanziario e a volte invece assume un aspetto puramente speculativo.

Anche successivamente alla crisi dei subprime del 2007 l’attività dell’operatività in derivati non è diminuita ma anzi è aumentata assumendo dimensioni enormi pari a ben oltre 10 volte il PIL (Prodotto interno loro) mondiale.

E’ anche da considerare che molte operazioni di derivati vengono effettuate over the counter ovvero in sistemi non regolamentati e di difficile quantificazione economica.

Oltre alla possibilità di operare con i derivati per fini speculativi o di copertura dei rischi è anche possibile effettuare gli arbitraggi sfruttando le divergenze fra due elementi senza di solito correre alcun rischio finanziario.

Tra le varie tipologie di derivati plain vanilla si segnalano: futures, opzioni, swap, forward rate agreement, interest rate swap, strutturati. Inoltre ci sono i derivati esotici, più complessi (e spesso più difficilmente comprensibili, costosi e pericolosi) e trattati over the counter non essendoci uno standard contrattuale.

L’operatività speculativa in derivati può comportare guadagni e perdite rilevanti anche superiori al capitale investito.

Occorre pertanto prestare particolare attenzione nell’operare con i derivati e comprendere bene i rischi e le potenzialità. In linea generale, per chi specula con i derivati, sarebbe opportuno avere una conoscenza approfondita e professionale (essere un operatore professionale), essere consapevole degli elevati rischi ed investire solo un capitale irrilevante del proprio patrimonio mettendo sempre rigidi stop-loss.

E ora passiamo alle opzioni, raccontiamo un po’ cosa sono.

Le opzioni (dette anche option) fanno parte della famiglia dei derivati asimmetrici e sono contratti con il quale il possessore dell’opzione può acquistare (opzione call) o vendere (opzione put) il titolo (o un indice) sottostante rappresentato dall’opzione ad un prezzo di esercizio entro una scadenza prefissata.

Le opzioni hanno una quotazione costante, di solito garantita anche dai market maker, e pertanto non è necessario attendere la scadenza per vendere l’opzione.

Il mercato delle opzioni è molto sviluppato grazie alle varie caratterisitiche che queste offrono.

Un approccio professionale con questi prodotti può consentire di sviluppare strategie operative molto interessanti e profittevoli impiegando peraltro risorse molto contenute.

Con le opzioni infatti si può guadagnare (e conseguentemente perdere) in virtù dell’operatività messa in atto. Paradossalmente se l’operatività è corretta si può guadagnare (e tanto) anche se il mercato rimane fermo.

Una cosa fondamentale da comprendere è che le opzioni sono strumenti derivati e come tali l’operatività espone ad alti rischi, in particolare con l’acquisto di call o put la perdita massima è l’importo investito mentre con la vendita di call o put la perdita massima è illimitata e superiore al capitale investito, così normalmente viene sostenuto. In verità solo la vendita delle call comporta perdite potenzialmente illimitate mentre la vendita delle put può causare perdite massime che si possono calcolare tenendo in considerazione che il titolo sottostante possa arrivare a zero: la perdita pertanto sarà elevata, probabilmente superiore al capitale investito ma comunque limitata. A fronte di ciò è evidente l’alto rischio di questa operatività.

Le opzioni vengono definite in the money, at the money o out of the money se lo strike price è rispettivamente superiore, uguale o inferiore al valore del sottostante.

Per calcolare il prezzo dell’opzione può essere utile adottare la formula di Black and Sholes.

Per calcolare il valore di un’opzione e comprendere la reattività della stessa occorre prendere in considerazione il prezzo di esercizio, il prezzo e la volatilità corrente del sottostante nonchè i dividendi previsti durante la vita dell’opzione, la vita residua dell’opzione, il tasso di rendimento a breve termine di attività privi di rischio (Eurepo, tasso sui prestiti interbancari garantito da titoli).

Si ricorda infine che le opzioni – così come i futures – possono essere usate a fini speculativi o a protezione di altri investimenti.

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