Cryptolab un laboratorio di hacker che lavora per proteggere le banche

Avrebbero potuto fare gli hacker e invece hanno scelto di creare le barricate informatiche. Schermi per proteggere dati sensibili, soprattutto quelli che riguardano i conti in banca.

Sono Cryptolab, startup fin-tech tra le 14 finaliste del CheBanca GrandPrix con sede a Imola. Massimo Bertaccini, Alessandro Passerini e Tiziana Land hanno alle spalle almeno una dozzina di brevetti tra crittografia, sicurezza informatica e algoritmi. “Uno di questi brevetti ha permesso di eliminare il token – spiega Massimo -, quella chiavetta col display sul quale si legge un codice per fare operazioni di pagamento online e che alcune banche forniscono”.

Per fare tutto questo, cioè scrivere l’algoritmo Hiper Crypto Sistem, Massimo e soci hanno dovuto sgobbare per ben 10 anni. Il laboratorio si e’ trasformato in una società nel 2014 ha già raccolto 1 milione di dollari.

Si occupa principalmente di sicurezza ma la nuova sfida è il cloud computing. Massimo e soci nano lavorato per risolvere 5 anni per risolvere l’annoso problema di proteggere i propri dati online con il risultato di aver creato un secure cloud encryption. “Alla fine siamo riusciti a sviluppare un algoritmo che permette di caricare file criptati.

E’ una specie di filtro che consente al provider di trovare un documento pur non sapendone niente e di restituirlo criptato”. “Ci sono due tipi di prodotto – commenta Massimo -. Una versione per clienti, un’app a 0,99 centesimi.

La seconda è principalmente per i cloud provider o per chi gestisce portafogli di brevetti ma anche professionisti come notai e commercialisti che condividono documenti con i loro clienti”.

 

Testo ripreso dall’Atlante Fintech 2014 di Startup Italia

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