Cosa succede nella Borsa Italiana e in quelle internazionali?

Da Chicago Blog riportiamo una parte dell’articolo di Oscar Giannino sulla sua spiegazione di quel che sta accadendo in Borsa:

Cerchiamo di dare risposte semplici a quattro interrogativi, che non lo sono affatto. Che cosa sta avvenendo nelle Borse mondiali? Perché l’Italia è in prima fila nei ribassi? Bisogna alzare le spalle ai mercati oppure reagire con misure straordinarie? Che cosa può aggiungere il nuovo metodo varato ieri, il tavolo aperto con le parti sociali?

La prima risposta è in realtà la più terribile. Nel giudizio dei mercati sta venendo al pettine l’enorme problema che accomuna le due rive dell’Atlantico, Stati Uniti ed Europa. Questo problema si chiama: eccesso di spesa e debito pubblico. In Europa e nell’euroarea, per volontà dei tedeschi questo problema grava soprattutto sui Paesi per ragioni diverse eurodeboli, chi perché ha mentito sul deficit come la Grecia, chi perché ha bolle immobiliari e bancarie come Spagna e Irlanda, chi perché ha sì tenuto deficit bassi in questi anni ma ha un elevato debito pubblico come l’Italia. Negli Stati Uniti, di fronte alla crisi Obama ha creduto bene di reagire con un’enorme espansione di spesa e debito pubblico per gli anni a venire, senza per questo riuscire a impedire che la disoccupazione sia al 10%, e nell’ultimo mese di giugno i prezzi al ribasso e i redditi disponibili in aumento zero: il che significa di nuovo recessione in arrivo. Per avere un’idea dell’allarme generale, in America la Borsa nelle dieci ultime sedute ha realizzato cali che come paragone recente hanno solo l’ottobre 2008, subito dopo il crac di Lehman Brothers.

Ma è sull’Europa, che i mercati picchiano duro perché non credono affatto che questo eccesso di spesa e debito pubblico sia sostenibile. Perché l’Europa ha su questo punto una crisi aperta da venti mesi. E’ inutile sprecare parole contro i presunti avvoltoi dei mercati e contro la speculazione. Quando è in corso un riaggiustamento così poderoso e mondiale bisogna che le classi dirigenti abbiano intelligenza e comprensione del perché l’Italia sia finita in prima linea, nel gioco al ribasso e alla vendita dei titoli, pubblici e bancari come dell’intero listino. Abbiamo un debito pubblico elevatissimo, cresciamo troppo poco con bassa produttività, ci siamo giocati stupidamente in 10 anni 7 punti di Pil di minori interessi sul debito pubblico, grazie ai bassi tassi dell’euro, facendo aumentare la spesa pubblica corrente, invece che abbassando le imposte. Poiché questi sono fatti e non opinioni, allo scatenarsi di questa crisi un governo dovrebbe sapere che il suo compito non è continuare a dire che ha ha fatto tutto quel che doveva e che i mercati hanno torto. Chi dice questo, si condanna al ridicolo e a essere travolto. Berlusconi è stato bastonato ieri dall’intera stampa mondiale per questa ragione. Ed è una buona ragione. Ogni giorno come ieri in cui la capitalizzazione di banche e imprese italiane va a precipizio più in basso del 40% e oltre che ha perso da inizio anno, è un giorno in cui per ognuno in Italia diventa più impossibile finanziarsi e rispondere dei propri impegni con un patrimonio che cade a un terzo, un quarto o addirittura un quinto dei mezzi propri. Così proseguendo, si arriva inevitabilmente alla svendita del Paese.

Da Chicago-Blog.it

Ci permettiamo pero’ di aggiungere qualcosa di importante che ieri e’ stato poco considerato. L’incredibile balzo del dollaro sullo yen. Non dimentichiamo che negli ultimi anni e’ stata la Banca del Giappone a finanziare a tasso zero la grande speculazione internazionale. Se questo inesauribile serbatoio di liquidita’ dovesse ridursi.. ci aspettano tempi assai complicati.

 

 

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