Cosa lascia Shark Tank al mondo delle startup italiane?

E’ finita la prima edizione di Shark Tank Italia e ci ha divertiti assai. Cosa ne rimane nell’asfittico panorama del venture capitali italiano?

Un po’ di numeri per avere un quadro di quello che è successo. 40 pitch. 20 progetti di impresa hanno convinto gli investitori, 20 no. In totale sono stati investiti circa 4,3 milioni di euro nelle tre puntate andate in onda di Shark Tank Italia. Almeno in teoria, per almeno due ragioni. La prima è che le due diligence si stanno ancora svolgendo e non è detto che quelle cifre saranno confermate.

Alcuni progetti potranno non convincere più gli investitori che potrebbero ritirarsi. La seconda è chele startup protagoniste di Shark Tank sono molte di più delle 40 che sono andate in onda in prima serata su Italia 1. Da quanto risulta a StartupItalia! sono non meno di 70. E quindi gli investimenti che sono nati dopo quei pitch potrebbero essere molti di più di 4,3 milioni. Potrebbero.

Verità del business e la rappresentazione televisiva

La magia di Shark Tank è un’alchimia quasi perfetta di verità televisiva e mondo reale del business. In televisione appare una rappresentazione di ciò che è stato. Per forza di cose parziale, dettata da scelte di regia e di montaggio, perché poi dietro i soldi investiti e i progetti di impresa ci sono persone, investitori, imprenditori. E lì si gioca una partita completamente diversa. Una cosa la confermano gli shark: i minuti per presentarsi sono 3. Non uno di più. Per tutte le startup. E in quei minuti si giocano davvero tutto. Il programma ha avuto una media del 14% di share tra i 15-24enni e 13.23% di share sul target 15-34enni. Bene anche i social: 32.000 tweet per l’hashtag #SharkTankIT sempre salito tra i trending topic di Twitter.

Shark Bite, il fondo di investimento dei 5 shark

Per permettere ai progetti di impresa selezionati dagli investitori di crescere sarà creato tra i 5 shark un fondo di investimento ad hoc. Cannavale, Dettori, Costanza, Vigorelli e Bonetti ne faranno parte in relazione agli investimenti fatti, ma i dettagli non sono stati ancora definiti essendo ancora in corso gli incontri tra investitori e startup dove si discuteranno prodotti, business plan, e potenziali effettivi carte alla mano. «Ci stiamo lavorando in questi giorni» ha detto a StartupItalia! Mariarita Costanza, «per ora saremo i 5 shark a lanciarla ma non è escluso che cercheremo altri partner per garantire il massimo supporto possibile alle aziende in cui abbiamo investito». il merito del programma è aver portato in prima serata e ad un pubblico di millennials un po’ di cultura d’impresa. La sfida di fare di un’idea un business, un’azienda, qualcosa di proprio. E’ questo forse, fondo di investimenti a parte, il lascito più grosso di questo format. Il fondo sarà presieduto da Fabio Cannavale, si chiamerà Shark Bite, dovrebbe avere una valore complessivo di 5 milioni e raccoglierà anche altri investitori che vorranno far crescere le startup selezionatecon una quota nel veicolo finanziario che non potrà essere inferiore a 50 mila euro.

Le nostre pagelle di Shark Tank Italia

Fabio CANNAVALE, voto: 8,5

In tre puntate ha speso quasi 2 milioni di euro (1.983,9K), ovvero quanto il bilancio annuale di un piccolo comune italiano. Dietro il maglioncino arancione e l’occhio azzurro è venuto poco a poco a galla il predatore. Si è fatto conoscere subito con i 750K per AirLite, nella seconda ha tentato il colpaccio offrendo un milione su GreenRail, nella terza tra un sorriso e stoccata ha chiuso comunque affari per qualcosa come 700K. Ogni volta che un’idea lo solletica non solo cambia espressione, ma chiude il pugno della mano destra e inizia quasi a mimare lo snocciolare del rosario della nonna. Bravo il regista che è riuscito a catturare queste sfumature (e a farcele notare).

Il voto scaturisce dalla media matematica tra i voti già espressi nelle prime puntate (9 nella prima e 8 nella seconda) e nella terza puntata, nella quale a nostro avviso il capitano Cannavale si è meritato un bel 8,5.

Irraggiungibile

Gianluca DETTORI, voto: 7,5

Di lui abbiamo scritto già molto. Abbiamo detto che è telegenico da fare paura, che insieme a Vigorelli è lui a fare le veci del conduttore in un format che ne è privo,abbiamo anche detto della “cazzata gigatonica” e delle migliori affermazioni top (virali anche sul web). E’ un bravo surfista, sa studiare il mare e aspettare la sua onda. Infatti gli investimenti anche da parte sua sono arrivati come se piovesse (specie nella seconda puntata). Investimenti che ha scelto di differenziare, ma con una propensione evidente a scommettere nel comparto education (vedi Flowerssori e LimVtouch).

Dopo il suo 7 della prima puntata e la performance straordinaria della seconda che gli è valsa un 9 ci aspettavamo che mantenesse il trend, invece nella terza puntata siamo costretti a confermare il voto della prima: 7. Una media di 7,6, quindi, che arrotondato per difetto diventa un 7,5.

Domatore.

Mariarita COSTANZA, voto 7

Dopo l’exploit della prima puntata solo poca roba da parte di nostra signora del software. Che anche nella terza puntata ha fatto un investimento notevole (140K) sulla tastiera innovativa KeyBeez del giovane informatico Marco Papalia. Inizia, però a contendere al buon Luciano Bonetti il record di chi fa prima a chiamarsi fuori da ogni affare. Nonostante ciò abbiamo motivo di credere che l’imprenditrice pugliese abbia in serbo ancora il colpaccio.

By the way, se consideriamo che fino a poco tempo fa neanche noi addetti ai lavori sapevamo di lei (o meglio, sapevamo molto poco), possiamo comunque affermaresenza timore di smentite che è lei la rivelazione di Shark Tank Italia.

Purtroppo con la terza puntata dobbiamo ancora scendere: troppe le volte in cui ha mollato la preda senza neanche lottare: sei e mezzo. Ci sono però l’8 della prima puntata e il 7 della seconda. Che consegnano a Mariarita Costanza una media matematica del 7,1. Arrotondiamo (per difetto): 7.

Sorpresa

Luciano BONETTI, voto 6,5

Eppur si muove! Non sappiamo se sia una mossa degli autori, che (forse) potrebbero aver scelto di confezionare in un’unica puntata tutti gli affari del presidente di Foppapedretti. Fatto sta che il Bonetti nella terza puntata ha scucito i soldi, finalmente! Evento talmente raro (179,9K in un sol colpo: 80K per Pelty, 83,3 per WitWater, 16,6K per Ortocubo) da meritare a nostro avviso un voto di sostanza: 7,5.

Facendo la media con il 5 rimediato nella prima puntata e il 6,5 della seconda l’uomo con gli occhiali più belli del mondo arriva a un 6,3, che arrotondato doverosamente per eccesso gli consegna la piena sufficienza: 6,5.

Genovese.

Gianpietro VIGORELLI, voto: 6,5

Se l’edizione italiana di Shark Tank fosse una spy story lui sarebbe di certo “il regista occulto”, o meglio ancora “il grande manovratore.

Non è uno squalo, non in termini di affari. I numeri parlano chiaro: in tutto finora ha speso 372,3K, praticamente il costo di un bel appartamentino al centro di Milano. E non ha fatto un solo investimento uno in autonomia. Ma non c’è stata trattativa nella quale il suo parere – seppur a preambolo di “mi chiamo fuori” – non ne abbia effettivamente indirizzato sin dall’inizio il buono o il cattivo esito. Ecco, in questo forse è molto più squalo lui di tutti gli altri: un vecchio squalo, che anziché mettere in gioco le sue fauci dirige come un direttore d’orchestra le pinne di squali più giovani e sanguigni.

Per questo motivo il successo del programma passa indifferibilmente dalla sua presenza nella squadra degli investitori.

Finora ha avuto un 7 nella prima puntata e una modesta sufficienza nella seconda. Con gli affari conclusi nella terza (e per il guizzo a sorpresa su WitWater) si è guadagnato un bel 7. Quindi calcolatrice alla mano ha un 6,6 di media, che arrotondato per difetto diventa un 6,5.

Stratega.

 

Articolo ripreso dal blog di startupitalia.eu – autori: A. Riciola e A. Pecora

 

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