Sempre schema Ponzi e', anche se ben gestito...

Consulenza su previdenza complementare

Il sistema pensionistico pubblico italiano non ha seguito l’evoluzione di un Paese che è andato via via invecchiando e che per molteplici ragioni (non solo demografiche ma anche economiche e politiche) si trova ora  fare i conti con pensioni insufficienti se non a rischio.

Basato sul criterio della ripartizione, il nostro sistema, prevede che i contributi versati dai lavoratori vengano utilizzati per pagare le pensioni di coloro che sono attualmente in pensione, il che implica che il flusso delle entrate (i versamenti contributivi) debba essere compensato con quello delle uscite (le pensioni erogate).
Ma le aspettative di vita si sono allungate, la popolazione è invecchiata e tale equilibrio di “entrate e uscite” si è perso, tra pensioni pagate per un tempo maggiore e la contrazione della crescita economica che ha progressivamente ridotto le entrate contributive.
Nell’ultimo ventennio si è dunque cercato di porre rimedio a un sistema arrugginito e destinato al fallimento, attraverso una serie di riforme strutturali quali:

  • l’innalzamento dell’età e del numero degli anni lavorativi per il raggiungimento della pensione
  • il calcolo della pensione su base contributiva per cui l’importo percepito varia in base ai contributi versati e non più rispetto agli ultimi redditi
  • la rivalutazione della pensione unicamente sulla base dell’inflazione.

È chiaro che per effetto di tali riforme le future pensioni saranno via via più basse e per questo accanto alla previdenza pubblica è nata la previdenza integrativa che consente di accantonare regolarmente in una forma pensionistica complementare una parte dei risparmi per ottenere una pensione aggiuntiva rispetto a quella corrisposta da INPS, INPDAP, etc.

La previdenza complementare per una pensione più consistente.

Quando parliamo di previdenza complementare ci riferiamo quindi alla possibilità di allocare un dato ammontare dei propri risparmi o di conferire i versamenti del TFR su un fondo pensione o un piano individuale pensionistico (PIP).
Tali forme di investimento godono di alcuni vantaggi sia in termini fiscali che successori ma è importante ricordare che, ad esempio, solo se in possesso di alcuni requisiti si può richiederne il riscatto anticipato e che quindi, in caso di necessità del capitale investito si potrebbe riscontrare qualche difficoltà.

Nel caso dei PIP, infatti, il riscatto anticipato della pensione complementare pari al 100% del montante maturato si può richiedere solo per:

  • inoccupazione oltre i due anni
  • invalidità permanente
  • decesso dell’aderente.

Il riscatto non può essere richiesto nei 5 anni precedenti alla data di maturazione della pensione, per cui in tale circostanza si potrebbe richiedere solo l’anticipo della prestazione pensionistica.
Avere coscienza di tali aspetti risulta oggi, in questo particolare periodo economico, ancor più importante che in passato.

Hai bisogno dei tuoi soldi. In questo caso meglio Fondi pensione o PAC?

Capita sempre più spesso che ci si trovi costretti a interrompere i versamenti o che si presenti la necessità di riscattare il denaro versato fino a quel momento.
La pensione complementare può essere d’aiuto se tutto fila a dovere, ma se dovessero presentarsi degli inconvenienti, a dovessi avere bisogno subito dei tuoi soldi?
In questi casi coi Fondi pensione, al pari dei PIP, esistono delle precise regole per le riscossioni anticipate mentre su questo fronte soluzioni più flessibili come i Piani di Accumulo (PAC) potrebbero risolvere in breve tempo la situazione.

Piani di Accumulo, infatti, consentono a chiunque di investire i propri risparmi con piccoli versamenti periodici (anche di 100 euro/mese) in Fondi comuni o ETF. Risultano essere investimenti efficienti perché consentono di diversificare, contenere i rischi grazie all’acquisto periodico di quote, e disinvestire in qualsiasi momento.

Avere un portafoglio diversificato e in linea con le proprie caratteristiche permette di gestire al meglio la volatilità dei mercati finanziari e di ottenere, nel lungo termine, buoni rendimenti.

Le forme pensionistiche complementari rimangono certo una buona soluzione d’investimento a tutela dei giorni futuri, ma data l’incertezza di questi anni, gli investimenti finanziari più flessibili  possono rappresentare un’ottima a alternativa per rispondere al meglio all’esigenze e gli imprevisti che possono manifestarsi.

Fonte: money farm.com – autore: F_Mascia

Siamo un team interdisclipinare di alcuni professionisti che credono nella Consulenza Finanziaria Indipendente. Onesta' e trasparenza al servizio di chi li ricerca. Siamo esperti di Bitcoin, Blockchain e Criptovalute e seguiamo con grande attenzione i trend che definiranno quali saranno gli investimenti vincenti nei prossimi anni.