Consulenza su attivita’ di crowdfunding uno dei nostri obiettivi strategici

Crowdfunding-ItaliaIl crowdfunding è “l’etichetta” sotto la quale vengono collocati strumenti (assai diversi tra loro) finalizzati a reperire finanziamenti non erogati da una banca o da un istituto finanziario (ma da persone fisiche o altri soggetti), per lo svolgimento di una determinata attività di impresa.

Riprendiamo un articolo di Filippo Maria Salvo su BlogTaormina per spiegare come in Italia, tale istituto è disciplinato dalla legge n. 221 del 17 dicembre 2012, la quale ha dettato, all’art. 25, disposizioni dirette a favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, la nuova imprenditorialità e l’occupazione, in particolare giovanile, con riguardo alle imprese start-up innovative, come definite al comma 2 del medesimo art. 25.

La normativa in questione disciplina, quanto al crowdfounding, la attività di raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line ed altri interventi di sostegno per le start-up innovative, demandando alla Consob il compito di emanare un regolamento di attuazione.

Il regolamento della Consob è stato approvato con delibera n. 18592 del 26 giugno 2013 (pubblicata, unitamente al regolamento, nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del 12 luglio 2013) ed ha istituito il registro dei soggetti abilitati a gestire portali (on line) per la raccolta di capitali di rischio per le start-up innovative. In base a tale regolamento, il gestore del portale deve raccogliere e fornire una serie di informazioni relative al progetto (ad es.: sui rischi che l’investimento comporta, informazioni sull’emittente e sugli strumenti finanziari oggetto dell’offerta, la descrizione del progetto e del relativo business plan, informazioni sulla quota di finanziamento eventualmente già sottoscritta da investitori professionali, informazioni sui conflitti di interesse connessi all’offerta, ecc.).

Attualmente, sono solo tre i portali accreditati dalla Consob per svolgere attività di crowdfunding: unicaseed.it (portale iscritto nella sezione speciale del registro dei gestori, dedicata a banche ed altri soggetti “istituzionali” di finanziamento), assitecacrowd.com (attualmente nella fase “comung soon”) e starsup.it (portali iscritti nella sezione ordinaria del registro gestori).

E’ da notare come, a fianco di tali realtà, il panorama complessivo del crowdfunding italiano collochi anche altri portali e soggetti che svolgono attività di finanziamento alternative, pur non essendosi registrati presso la Consob.

Al di là delle differenze tra tipologie di crowdfunding, non è ancora ben chiaro se il sistema delineato dalla normativa di riferimento sia in grado di fornire un canale di finanziamento alternativo a quelli solitamente percorsi dalle start up. Certo è che il lodevole intento di trovare un modo per finanziare l’attività di impresa “dal basso” deve fare i conti con tre differenti problematiche.

Innanzi tutto, la scarsa conoscenza degli strumenti di crowdfunding da parte degli stessi imprenditori. Certamente la diffidenza verso soggetti terzi è, poi, un ostacolo considerevole. Infine, occorre anche considerare che l’Italia si è dotata, prima tra tutti gli Stati dell’area europea, di una apposita normativa, che, pur essendo finalizzata a garantire l’investitore, non è detto che sia percepita come un trampolino di lancio da parte dei gestori dei portali registrati.

Attualmente, dunque, il crowdfounding non sembra avere vita facile, almeno nella sua fase di decollo. Rimane il fatto, però, che l’esperienza desumibile da altri Stati dovrebbe far propendere in futuro per un progressivo rafforzamento degli istituti di finanziamento sociale.

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