Consob Covip e Banca d’Italia vogliono nuove regole per il finanziamento delle piccole e medie imprese

logo-covipAd aprire le danze ci ha pensato la Consob il 5 maggio. Poi è stato il turno di Covip il 28 maggio e, alla fine, è arrivata Banca d’Italia il 30. Maggio è stato ancora una volta caratterizzato dalle assemblee delle Autorità di vigilanza che non hanno solo presentato le attività svolta ma hanno anche dettato le loro linee guida per il futuro del paese.

E tra queste ne è emersa una che ha caratterizzato tutte e tre le assemblee: il finanziamento alle piccole e medie imprese. Giuseppe Vegas (Consob), Rino Tarelli (Covip) e Ignazio Visco (Banca d’Italia), seppure con sfumature diverse, hanno lanciato il loro appello a trasformare i risparmi degli italiani in capitali per le piccole e medie imprese.

“La crisi finanziaria e la recessione economica hanno messo in difficoltà il nostro sistema creditizio, che difficilmente potrà continuare a rappresentare – come avvenuto in passato – il canale di finanziamento prevalente dell’economia” ha prontamente evidenziato Giuseppe Vegas durante l’assemblea Consob: “Anche in Italia, come in altri paesi avanzati, il mercato dei capitali è destinato ad assumere un carattere policentrico”.

In particolare Vegas auspica uno sviluppo di “forme innovative di intermediazione non bancaria, finalizzate a stabilire più stretti legami fra risparmio e imprese”, facendo esplicito riferimento “alla raccolta di capitale di rischio su portali online (crowdfunding), ai prestiti diretti fra soggetti privati (peer-to-peer lending), ai fondi di investimento che erogano crediti alle imprese (credit funds), all’emissione di obbligazioni da parte di piccole e medie imprese non quotate (mini bond)”.

“Per ritornare a crescere, è necessario promuovere lo sviluppo di canali di intermediazione finanziaria alternativi a quello bancario. In particolare, è fondamentale puntare sullo sviluppo del mercato mobiliare” ha concluso Vegas che spera anche si possa giungere alla creazione di “un sistema di incentivi che premi l’investimento di lungo periodo, soprattutto di natura previdenziale, e favorisca la canalizzazione del risparmio verso forme di investimento specializzate nel finanziamento delle piccole e medie imprese”.

Punto quest’ultimo che ha trovato ampio sviluppo nel discorso del presidente Covip che, non solo, ha ricordato che “l’accrescimento del ruolo della previdenza complementare non può prescindere dal rafforzare la governance delle forme pensionistiche, la trasparenza verso gli iscritti, i presidi e gli strumenti di vigilanza”. Ma ha anche invitato operatori, politici e player del settore a non dimenticare che il mondo previdenziale deve avere anche “l’obiettivo di ottimizzare le scelte di investimento e la diversificazione dei rischi, per una prospettiva evolutiva degli investimenti dei fondi pensione nell’economia reale italiana” .

“In qualità di investitori istituzionali” ha concluso Tarelli, “le forme di previdenza complementare possono rappresentare un importante canale di apporto di risorse finanziarie alle imprese nazionali, in piena coerenza con la missione prioritaria di fornire una prestazione pensionistica adeguata al termine della vita lavorativa di ciascuno.

Un maggiore contributo al finanziamento delle imprese italiane e delle infrastrutture sarebbe coerente con la fase di maturazione dei fondi pensione nazionali in cui risultano accresciute la consapevolezza e la competenza con cui le strutture di governo dei fondi stessi definiscono il processo di attuazione della politica di investimento e la capacità di selezione e monitoraggio di strumenti di investimento adeguati rispetto agli obiettivi di redditività e rischio”.

È il momento, quindi, di aprire le porte dell’economia reale anche a nuove forme di finanziamento oltre al tradizionale credito bancario. Una necessità emersa pure nelle considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco che non ha negato il calo del “credito complessivo all’economia italiana”. Un calo che colpisce “in misura maggiore le imprese piccole e medie, generalmente più rischiose e ora particolarmente indebolite dalla recessione”.

“In questo quadro” ha continuato Visco “preoccupa la difficoltà nel reperire finanziamenti da parte di aziende dotate di favorevoli opportunità di crescita ma prive di accesso diretto al mercato dei capitali”. Per questo il governatore ha annunciato che “nelle prossime settimane la Banca d’Italia varerà misure per migliorare ulteriormente la situazione di liquidità delle banche e agevolare per tale via la concessione di credito alle piccole e medie imprese”, ma ha anche invitato tutti gli attori coinvolti a riflettere sull’importanza di avviare “riforme strutturali volte a rilanciare la crescita” che “agevolerebbero il reperimento di capitale di rischio e incoraggerebbero gli imprenditori a impegnare risorse proprie, mostrando per primi fiducia nelle prospettive delle loro aziende”.

 

Articolo ripreso da salonedelrisparmio.com

 

 

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