Consigli di Eugenio Benetazzo per salvarsi dalla crisi economica

Una bella intervista ad Eugenio Benetazzo con alcune importanti considerazioni su come riposizionare i propri risparmi per renderli, almeno parzialmente, immuni dalla crisi economica.

La crisi del debito sovrano è iniziata due anni fa con l’implosione della Grecia. L’Europa a livello istituzionale e sovranazionale è intervenuta garantendo tutto e tutti, salvando non solo la Grecia, ma poi aiutando, a cascata, i grandi gruppi bancari per evitare fenomeni di contagio finanziario. A distanza di due anni ci rendiamo conto che quel fantomatico salvataggio della Grecia era una “illusione” finanziaria e oggi ci troviamo a vivere una situazione di stallo economico con ripercussioni finanziarie indirette anche sugli altri paesi dell’area mediterranea. Dopo la Grecia sarà il turno dell’Irlanda, della Spagna e dell’Italia.

L’Italia ormai sono più di tre settimane che è sotto assedio finanziario e questo presuppone una difficoltà di tenere in piedi non solo le quotazioni e la solvibilità dei titoli di Stato italiani, ma anche la credibilità che ha il paese alle comunità finanziarie internazionali. Le scelte recenti attuate attraverso manovre di emergenza dall’attuale esecutivo sono l’ennesima prova di come chi ci sta governando sia oggettivamente impreparato e anche incompetente, in quanto era abbastanza plausibile quello che sarebbe accaduto nel corso degli anni anche al nostro paese. Quindi hanno creato le circostanze per tamponare per l’ennesima volta questa situazione di difficoltà, ma nel medio e lungo termine le manovre che sono state recentemente messe in cantiere saranno dei palliativi.

Per dirla alla David Cameron, Primo Ministro inglese, anche l’Italia sarà costretta a prendere la cosiddetta pillola blu, cioè la medicina molto amara che servirà al paese per una fenomenale ristrutturazione epocale dell’intera economia, partendo dalla politica andando fino all’amministrazione della cosa pubblica.

Il consiglio che mi sento di dare al piccolo risparmiatore è quello innanzitutto di abbandonare i governativi, i titoli di Stato emessi soprattutto nell’area periferica e quindi via da Btp, Bot, Cct, via da tutti gli altri prodotti finanziari, strumenti finanziari che incorporano all’interno obbligazioni di Stato europee dell’area periferica, puntiamo se possibile a costruire un portafoglio che abbia una correlazione negativa, che cosa significa? Lo dividiamo in fette, 5/6/7, meglio ancora se arriviamo a 10. Ognuna di queste fette dovrebbe avere un andamento, una dinamica di prezzo tutto sommato scorrelata rispetto a quella a fianco. Purtroppo la maggior parte dei portafogli degli italiani non hanno questa caratteristica e questa peculiarità, per cui sono massicciamente costituiti da titoli di Stato, soprattutto italiani, e poi non riescono o non utilizzano per esempio strumenti finanziari di investimento come i fondi flessibili o i fondi di ritorno assoluto che, al momento, dovrebbero dare una qualche sorta di credenziale in più, lasciando al gestore la flessibilità di spostare il patrimonio del fondo da azionario, obbligatorio, monetario a seconda della corrente che tira.

Il consiglio è proprio quello di evitare l’esposizione con governativi italiani, se proprio dovessi fare un investimento cartaceo su un unico contenitore a quel punto mi dovrei andare a posizionare sul titolo di stato più sicuro al mondo che al momento è quello norvegese, che purtroppo però anche a fronte di questa peculiarità adesso lo si paga veramente molto caro.

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