Confcommercio contro l’aumento dell’IVA

Pollice verso del mondo del commercio all’ipotesi di un ulteriore ritocco dell’Iva per fare cassa: «L’Italia dei consumi e del commercio è già in recessione. Ulteriori inasprimenti delle aliquote Iva sarebbero esiziali per le prospettive di ritorno alla crescita dell’intero Paese», è il messaggio secco che il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, invia a governo e Parlamento.

Davanti agli Stati generali riuniti a Roma, terza ed ultima tappa di un roadshow che ha in precedenza toccato Milano e Napoli e al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera (che ha parlato di «provvedimenti che sappiano suddividere sacrifici e benefici»), Sangalli ha insistito sulla rapidità delle misure da prendere «secondo principi di rigore ed equità, a cominciare dalla riduzione dei costi della politica.

Tutti, ha chiosato Sangalli, siamo «chiamati ad una missione ardua, ma non impossibile», e tutti «dovranno fare la propria parte». Ma senza forzature. Come potrebbe essere, e non potrebbe essere altrimenti per il mondo del commercio, l’ipotizzato aumento dell’Iva: «Non pensiamo che un ulteriore inasprimento della tassazione dei consumi giovi alla crescita complessiva. Anche perchè – ha spiegato – la tassazione dei consumi incide di più sui livelli di reddito medio-bassi, innesca processi inflazionistici, risulta controproducente rispetto all’esigenza di recuperare un’ampia evasione dell’ Iva».

L’Istat ha certificato un calo a settembre delle vendite al dettaglio dello 0,4% su agosto e dell’1,6% su base annua. Si tratta, ha ricordato Sangalli, della quinta variazione congiunturale negativa consecutiva. Insomma, «l’Italia dei consumi è già in recessione» e per contrastarla, per il mondo del commercio, bisogna «far leva su una rinnovata centralità delle ‘politiche di sviluppo dell’economia realè».

Sangalli pensa ad accelerare le liberalizzazioni, al rilancio delle infrastrutture e dei trasporti, alla promozione dell’energia verde e dell’efficienza energetica, ad una strategia nazionale per il turismo. «È arrivato insomma il momento di un “piano d’azione” per lo sviluppo dell’economia dei servizi».

Le ragioni del rigore, le ragioni dell’equità, le ragioni della crescita, «cioè, le ragioni del futuro dell’Italia – ha insistito Sangalli – convergono nel riconoscimento della necessità e dell’urgenza dell’avanzamento dell’azione di contrasto e recupero di evasione ed elusione».

Ma attenzione: «facciamolo, rendendo chiaro che il risultato dei progressi della spending review e del recupero di evasione ed elusione sarà la progressiva riduzione delle aliquote fiscali: a vantaggio dei lavoratori e delle imprese».

E sul versante degli strumenti per il contrasto dell’evasione, Sangalli è determinato: ok alla limitazione della circolazione del contante e del maggiore ricorso alla moneta elettronica, individuando una soglia-limite che risulti efficace ai fini antievasivi.

 

Articolo ripreso da gazzettadelsud.it