Come trovare il consulente finanziario ideale

Trovalo tu il tuo consulente finanziario. Non limitarti a valutare proposte. La consulenza agli investimenti è incompatibile con organizzazioni complesse. Una società o una associazione è sempre portatrice di un interesse proprio e contrapposto a quello del risparmiatore, del consulente e della collettività.

“Quando i risparmiatori chiederanno consulenza, le banche invaderanno il mercato con battaglioni di finti consulenti”, sostengono gli analisti più esperti. E allora, come orientarsi tra consulenti finti e consulenti veri? Come trovare dunque il proprio consulente ideale …quali parametri vanno considerati? Per es.: appartenenza a ordini o associazioni, premi e riconoscimenti, sentito dire, giornali e siti web alla moda? O che altro…?

La domanda, su quali caratteristiche dovrebbe avere il consulente ideale ricorre sempre più frequentemente, ma ascoltando le varie risposte ci si rende facilmente conto di avere spesso a che fare soltanto con punti di vista e interessi non proprio del tutto indipendenti dalla vendita di strumenti finanziari.

Si tratta dei tuoi risparmi, del tuo futuro – e di ciò che lascerai dopo di te… Perciò, pratiche “fai da te”, venditori – o esperti da quotidiani finanziari, questa volta potrebbero non fare al caso tuo. Le considerazioni che farai ti faranno perdere un bel pò di tempo, ma potrebbero essere proprio queste a fare la differenza sul raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Non ve ne pentirete, statene certi

Un primo confronto può essere fatto tra professionisti individuali e società: quali parametri valutare nella selezione dei sedicenti consulenti…?

Il desiderio di sicurezza potrebbe spingerti a cercare assistenza presso società di consulenza o presso note associazioni di “consulenti indipendenti”. Tuttavia, le società, o associazioni, sono sempre portatrici di un interesse proprio, distinto e contrapposto, rispetto a quelli, già presenti nel rapporto di consulenza, del risparmiatore, del suo consulente e della collettività. Spesso, inoltre, il collocatore (venditore di strumenti finanziari) promuove egli stesso, direttamente o indirettamente, società (o altre organizzazioni associative) che prestano il servizio di “consulenza”. Ma a differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, in questi casi, il reale obiettivo di queste associazioni è piuttosto quello di separare il “consulente” individuale dalla sua responsabilità personale, riducendo così la sicurezza per te, anzichè aumentarla, e aprendo la strada a qualunque esito negativo possibile.

Gli affiliati a queste associazioni potrebbero ricevere commissioni e incarichi di lavoro, sconti su pagamenti e su servizi, avanzi di carriera, network professionali e altri benefici, solo se rispettano le indicazioni di scuderia quando prestano la loro “consulenza”, o, altrimenti, essere penalizzati o espulsi dall’associazione. Così, ad es., sarà facilmente possibile ai titolari della associazione stipulare accordi, anche taciti, di collocamento con banche ed assicurazioni, enti e governi anche esteri, condizionando poi i propri collaboratori ad inserire gli strumenti oggetto di questi accordi nella “consulenza” prestata all’ignaro cliente. E molto altro ancora.

Permettere ai professionisti di organizzarsi in scatole che aggirano le loro responsabilità potrebbe non essere la mossa più giusta da parte tua. E’ utile ricordare che le norme comunitarie (come recepite in origine dal nostro parlamento) vietavano l’esercizio della consulenza finanziaria indipendente in forma associata, proprio perchè considerata unanimemente un’officina relazionale di conflitti con gli interessi dei risparmiatori. Solo a seguito del passaggio parlamentare, in Italia, è stata introdotta la figura della persona giuridica (cioè società, s.r.l. o s.p.a.) consulente.

In generale, come puoi fare a identificare un consulente finanziario giusto per te?

I cinque riferimenti che permettono di distinguere un consulente agli investimenti(investment manager) da un venditore di strumenti finanziari sono che:

  1. si tratti di una persona fisica non associata
  2. sia soggetta al divieto di ricevere compensi dalle società finanziarie per la vendita dei loro prodotti
  3. la parcella che gli paghi sia calcolata sulla crescita organica del capitale
  4. nessuna detenzione in alcun modo del capitale o dei titoli del cliente
  5. capacità di generare rendimenti stabili e consistenti sia in termini assoluti che relativi

Importante è anche verificare l’assenza di una polizza assicurativa per la responsabilità professionale. Una tale “copertura”, infatti, lungi dal rappresentare una reale protezione per i tuoi risparmi, indica invece scarsa indipendenza del professionista – e quindi un potenziale pericolo per te. Ad es., in quanto dipendendo la affidabilità della consulenza, del lavoro stesso, dalle compagnie assicurative queste possono facilmente pretendere dal professionista l’utilizzo dei loro prodotti, o esercitare agevolmente pressioni sulle autorità e commissioni di regolamentazione o stabilire per la copertura assicurativa livelli di prezzo agevolati per i “consulenti” affini rispetto a quelli che rifiutano di vendere le loro polizze o alimentare campagne d’informazioni basate su una pretesa superiorità dei loro prodotti o tutte queste cose insieme e così via…

Inoltre, una polizza rc professionale non copre il dolo del consulente, ma solo l’ipotesi della negligenza. Questo significa il paradosso che il cliente dovrà dimostrare che non c’è stata truffa se vuole avere il risarcimento assicurativo. A quel punto, al consulente non servirà altro che esibire le informative sui rischi firmate dal cliente, e gli altri adempimenti formali minimi, e dopo anni di costose procedure, il processo si chiuderà in un nulla di fatto. I vincitori saranno le assicurazioni che hanno lucrato sui premi, e sul controllo del consulente, e gli avvocati che hanno incassato le parcelle e mantenuto in ordine lo svolgimento di tutta la questione nonostante ciò, la legge italiana (DM 206/08), ha introdotto ugualmente l’obbligatorietà della polizza assicurativa per la responsabilità professionale per i consulenti, e società di consulenza, indipendenti).

Come ti sarà forse ora più chiaro, il collocatore sforna ogni giorno nuovi “superconsulenti” (consulenti collegati, ovvero consulenti che pur dichiarandosi indipendenti lavorano per il venditore, specialmente sotto l’apparenza di innocui professionisti tradizionali). E’ questo, d’altra parte il suo lavoro. A te spetta, allora, di fare il tuo. Prima di iniziare fai sempre delle prove con piccoli importi, pretendi solo il rispetto di questi cinque semplici punti e non farti incantare da considerazioni “di contorno”, stornelli e giudizi altrui. Finora il paradigma imposto dalle banche al mercato è stato: “le banche rubano i rendimenti, i consulenti il capitale”. Dopo che le banche son state prese con le mani nel sacco devastando l’intera economia mondiale, sta a te ora decidere se permettergli di riaffermare questo principio – e fargli rinnovare il loro ciclo – o meno. Ricorda che quanto più vi saranno clienti intelligenti tanto più vi saranno consulenti onesti.

Per iniziare potresti subito evitare di chiedere ad amici, professionisti o conoscenti. Questi spesso si trovano a contatto con bancari, promotori ed assicuratori e difficilmente possono essere una buona fonte di indicazione. Potresti, invece, imparare ad assumere un consulente direttamente, con una semplice ricerca in internet, per es. Inoltre una lista degli studi di consulenza può essere ottenuta dall’albo di cui al dlgs. 58/98 della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB). L’albo è consultabile on-line dal sito della Commissione e ti fornisce la preziosa indicazione di tutti i professionisti abilitati che non lavorano per un collocatore.

Oppure potete contattarci, ovviamente.

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Fonte: www.sb-ic.com

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