Come far ripartire l’economia italiana secondo Confindustria

Crescere si può e si deve. E’ il piano d’azione proposto oggi da Confindustria alla politica, con il presidente Giorgio Squinzi che ha ricordato l’urgenza di tornare a crescere con decisioni rapide, sottolineando come “siamo oramai all’ultimo minuto. Senza una svolta, c’è il declino”. Confindustria propone una terapia d’urto, che deve segnare una forte discontinuità e produrre effetti immediati, abbattendo i costi e sostenendo gli investimenti.

Nel dettaglio, il piano propone l’immediato pagamento di 48 miliardi di debiti commerciali accumulati dallo stato ed enti locali verso le imprese; il taglio dell’8% il costo del lavoro manifatturiero e la cancellazione per tutti i settori dell’Irap che grava sull’occupazione; 40 ore di lavoro in più all’anno, detassate e decontribuite; la riduzione dell’Irpef sui redditi più bassi e aumento dei trasferimenti agli incapienti; l’aumento del 50% gli investimenti in infrastrutture; sostegno agli investimenti in ricerca e nuove tecnologie; abbassamento del costo dell’energia.

Individuate anche le misure che potrebbero essere in grado di mobilitare risorse quantificabili in 316 miliardi di euro in cinque anni, grazie all’efficientamento della burocrazia e a taglio e razionalizzazione della spessa pubblica: dismissione e privatizzazione del patrimonio pubblico; armonizzazione degli oneri sociali, riordino degli incentivi alle imprese; aumento del 10% all’anno degli incassi della lotta all’evasione fiscale; armonizzazione delle aliquote Iva per reperire risorse per ridurre l’Irpef sui redditi più bassi.

 

Articolo ripreso dal sito Italia Oggi