Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato con particolare riferimento al debito pubblico dei paesi europei

Insomma si sta per avverare quello che abbiamo gia’ pronosticato diversi giorni fa. L’Euro verra’ salvato perche’ altrimenti sarebbe un casino troppo gigantesco rimpiazzarlo, ma verra’ lasciata mano libera per dichiarare il default a chi proprio non ce la fara’.

La Grecia e’ gia’ sicura e fuori uno. Ma gli altri? Chi sara’ il prossimo? Secondo noi l’Italia, ma ci piacerebbe sentire il Vostro parere.

“La Grecia probabilmente fallirà ma non lascerà l’eurozona”. Questa l’affermazione di Fitch, credit ratings agency, di oggi, mentre la pressione aumenta sul governo Greco perchè implementi le riforme fiscali. I prestatori internazionali hanno detto al governo Greco ieri che deve ridurre il suo settore pubblico per evitare di restare senza soldi di qui a qualche settimana.

Come largamente aspettato un default Greco provocherebbe ulteriori scossoni a dei mercati finanziari già nervosi, stabilendo un precedente per gli altri paesi euro in difficoltà e mandando ancora più in alto i tassi d’interesse da pagare da parte delle loro banche centrali. Ad ogni modo Fitch  non si aspetta che la Grecia esca dall’eurozona, come già ipotizzato da alcuni nelle recenti settimane.

David Riley, head of global sovereign ratings della Fitch, ha affermato che “Le preoccupazioni per una rottura dell’eurozona sono largamente esagerate”. Fitch ha anche detto che non si aspetta che nessuna importante istituzione finanziaria o stato sarà lasciato fallire.

Le paure dal contagio hanno acceso dei fari sulle finanze dell’Italia e della Spagna e i tassi di interesse sui loro bond restano alti nonostante le misure di austerity e i regolari acquisti da parte della BCE nell’ultimo mese.

Standard & Poor’s, un’altra ratings agency, ha appena tagliato il rating sul credito dell’Italia facendo salire ulteriormente lo spread dei BTP rispetto ai Bund Tedeschi. Paure di un’espansione della crisi hanno già messo pressione sulle più grandi economie dell’eurozona come la Francia, le cui banche sono largamente esposte verso il debito periferico.

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