Campo di Brenzone un recupero finanziabile dall’Unione Europea

porto-di-brenzone-sul-gardaCampo di Brenzone ha le carte in regola per attirare l’attenzione e quindi gli aiuti dell’Europa. La frazione medioevale è stata meta pochi giorni fa del sopralluogo di Galdino Zanchetta, presidente della delegazione regionale dell’Unione nazionale comuni comunità enti montani (Uncem), che sta preparando un documento di indirizzi per la commissione europea che redigerà il prossimo piano di sviluppo rurale.

Zanchetta è stato invitato dall’amministrazione di Brenzone. «Abbiamo dato vita alla Fondazione Campo per salvare dal degrado questa stupenda frazione, ristrutturarla e crearvi un polo di attrazione», spiega il sindaco. Del resto, tra gli scopi del progetto c’è quello di inserire Campo in un percorso di unione con altri siti europei di uguale valore. Ancora il sindaco: «Ci supportano Comunità montana del Baldo, Provincia, Regione, Istituto sacra famiglia di Castelletto, abbiamo un comitato scientifico con nomi importanti, dobbiamo renderci visibili per captare consensi anche privati».

Il sopralluogo è stato guidato da Pietro Sabaini, vicesindaco con delega al turismo, agricoltura e rapporti con gli enti pubblici. Zanchetta ha visto la casa del Torcolo, il Castello e le Case Veronesi, i tre nuclei su cui si concentra il piano di recupero del gruppo di studio del Politecnico di Milano, che Sabaini ha consegnato a Zanchetta.

«Campo è una contrada che merita di essere valorizzata come altre in Veneto», ha detto Zanchetta, «Negli indirizzi dati dall’Uncem per lo sviluppo rurale si è proposto di trovare risorse finalizzate al recupero. Presto tali linee dovrebbero essere vagliate dalla giunta del Veneto per poi essere trasmesse attraverso il ministero alla commissione europea, che predispone il piano rurale per tutti i paesi della Ue». «Campo», ha proseguito Zanchetta, «non si nomina nello specifico, ma un’azione che preveda risorse per questi borghi può essere interessante. Indicazioni puntuali devono poi partire dalle comunità montane».

«La Comunità ha subito aderito all’idea della Fondazione, il cui statuto è stato portato in Consiglio e approvato all’unanimità», dice Castellani, «e alla riunione Uncem parlato del recupero dei borghi abbandonati. Lo si potrebbe considerare un esempio unico nel Veneto e, se gli obiettivi della Fondazione fossero perseguiti, diverrebbe l’esempio ideale di come un borgo può essere restituito a un idonea utilizzazione».

E Zanchetta: «Campo di Brenzone rappresenta l’origine di molti di noi, un segno del passato rurale, dei valori e delle capacità tecniche della gente di montagna. L’esempio della chiesetta di San Pietro in Vincoli, poi, così splendidamente restaurata, è una testimonianza di come questa frazione rappresenti una comunità con una storia».

Articolo a cura di Barbara Bertasi