Cambiare le regole tra promotori finanziari e clienti

“I questionari per la profilatura della clientela sono oggi vissuti più come un obbligo che come un’opportunità. Per questo serve una riconsiderazione dell’approccio metodologico che porta alla redazione di tali strumenti”. Così Filippo Parrella, professore presso l’Università degli Studi di Perugia, presenta la ricerca realizzata dal CASMEF della Luiss, in collaborazione con Assoreti, sui questionari per la profilatura della clientela.

“Oggi serve una maggiore responsabilità da parte degli intermediari che sottopongono i questionari ai clienti” continua Parrella nel corso del convegno organizzato dall’associazione guidata da Marco Tofanelli (nella foto). “E non dobbiamo più limitarci agli studi tradizionali. E’ il momento di inserire nei questionari anche la finanza comportamentale”.

Ma l’introduzione della finanza comportamentale all’interno dei questionari Mifid non è l’unica novità prevista dalla ricerca firmata CASMEF. Secondo Enrico Cervellati, professore presso l’Università degli Studi di Bologna e membro del CASMEF Luiss, è necessario “un cambio di mentalità: il questionario per la profilatura della clientela non è solo uno strumento di tutela per gli investitori. E’ anche uno strumento di tutela per gli intermediari e per i consulenti” chiosa Cervellati che non parla tanto di tutela legale ma di garanzia di un corretto investimento per la clientela, e garanzia di un adeguato livello di servizio per gli intermediari e i consulenti.

“Proprio per questo motivo proponiamo, alla fine del nostro lavoro di ricerca, una bozza di questionario che, nel rispetto della normativa, introduce nuovi elementi, soprattutto quando si parla di rischio” spiega Cervellati nel corso dell’incontro di presentazione della ricerca organizzato da Assoreti. In particolare gli studiosi del CASMEF propongono di passare dalla valutazione dell’attitudine al rischio del cliente, alla valutazione della tolleranza al rischio del cliente, due concetti “molto differenti tra loro”.

“Per ottenere un tale passaggio abbiamo elaborato un indice sintetico che misura nella maniera più accurata possibile l’atteggiamento del cliente finale verso il rischio” continua Cervellati. “Una misurazione che si affida molto agli studi di finanza comportamentale e che aiuta i consulenti a individuare gli errori comportamentali che più di altri influenzano le scelte del cliente”.

Cervellati ha poi chiarito che non è nelle intenzioni degli autori della ricerca trasformare i consulenti/promotori finanziari in psicologi, l’obiettivo è indicare una strada per elaborare correttamente le domande e la struttura dei questionari, in modo da fare emergere le vere attitudini del cliente finale. Per questo serve: un corretto percorso formativo per chi sottopone al cliente il questionario; un corretto percorso formativo per chi lo analizza; e una certificazione della qualità dei questionari da parte delle autorità.

Certificazione che al momento arriva da parte di Vittorio Conti, commissario Consob, che nel corso dell’incontro organizzato da Assoreti afferma: “La tutela del risparmiatore è un libro da aggiornare costantemente e richiede interventi di miglioramento in tema di individuazione della rischiosità oggettiva del portafoglio e misurazione della capacità dei singoli di valutare il rischio. Il KIID è uno strumento utile ma non è sufficiente a risolvere questo problema, per questo servono nuovi interventi e nuove riflessioni. La ricerca presentata dal CASMEF e da Assoreti è un primo passo verso il miglioramento della tutela del cliente finale”.

 

Articolo ripreso da advisoronline.it, Autore: Francesco d’Arco

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