Una vera libidine per le aziende che lo sfruttano

Bonus Ricerca 2015 2019 tutte le ultime novita’ dall’Agenzia delle Entrate

Arriva il decreto attuativo del Bonus Ricerca per il periodo 2015-2019 : il credito d’imposta resta al 25% per spese relative a strumenti e brevetti, ma vediamo assieme quali sono le modalita’ per accedervi.

1. Modalità di fruizione

Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale sono stati sostenuti i costi ammissibili. Non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile Irap; è utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi rilevanti sono stati sostenuti. Non si applica il limite annuale di 250mila euro previsto per i crediti d’imposta.

2. Attività ammissibili

Sono ammissibili quattro tipi di attività. 1) Lavori sperimentali o teorici, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti. 2) Ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze. 3) Acquisizione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi. 4) Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi

3. I limiti al bonus

Il credito d’imposta, in vigore dal periodo d’imposta 2015 a quello 2019, non prevede “click day” o erogazione a “rubinetto”, è rivolto a tutte le imprese, indipendentemente da forma giuridica, settore economico, regime contabile, fatturato, che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo. Il “bonus”, fino a un massimo annuale di 5 milioni per beneficiario, è riconosciuto a condizione che la spesa complessiva in ciascun periodo d’imposta in cui si intende fruire dell’agevolazione sia di almeno 30mila euro ed ecceda la media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta pre-2015

4. Incrementi e spese totali

Il riferimento per il calcolo è l’eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti al 2015. Ma, elemento importante, nel caso di imprese in attività da meno di tre periodi d’imposta, il riferimento diventa il minore periodo a decorrere dalla costituzione: per una startup o una multinazionale appena insediatasi l’eccedenza potrebbe anche essere pari a zero e in questo caso “il bonus” scatterebbe sul volume totale investito.

Di seguito gli ultimi aggiornamenti da parte della Agenzia delle Entrate:

La pubblicazione della circolare interpretativa dell’Agenzia delle Entrate 16 marzo 2016 ha chiarito numerosi punti riguardo una delle agevolazioni fiscali più appetibili attualmente in vigore. Ecco i punti di maggiore rilevanza:

• Sono escluse dai soggetti beneficiari le imprese soggette a procedure concorsuali non finalizzate alla continuazione dell’attività

Le attività di ricerca e sviluppo possono essere svolte anche in ambiti diversi da quello tecnico – scientifico, come:

ambito storico – sociologico; settore tessile e moda, per esempio per le seguenti attivita’ di a) ricerca ed ideazione estetica b) realizzazione dei prototipi

• Per il personale altamente qualificato impegnato nelle attività di R&S non è necessario:

A) Titolo in materia attinente l’attività di R&S in cui è impiegato

B) Iscrizione ad un albo professionale

C) È indifferente che sia dipendente o collaboratore che opera presso la struttura dell’impresa

• Sono ammessi i costi sostenuti in relazione ad un eventuale contratto di lavoro dipendente stipulato con l’amministratore che svolge attività di ricerca e sviluppo. In base alla medesima considerazione, sono agevolabili anche i compensi corrisposti all’ amministratore, non dipendente dell’impresa, che svolge attività di ricerca e sviluppo.

• Per quanto riguarda le spese per “competenze tecniche” si ritiene che i costi per il “personale non qualificato” siano da considerare ammissibili. Tali costi sono contribuiti al 25% della spesa ammissibile. Non rileva il fatto che tale personale non sia stato impiegato in ricerca negli anni precedenti.

• La ricerca “extra-muros” si identifica con quella commissionata ad università, enti di ricerca e organismi equiparati, nonché “ad altri soggetti”, comprese le start-up innovative. La circolare precisa che sono ammissibili anche i costi sostenuti per l’attività di ricerca svolta da professionisti in totale autonomia di mezzi e di organizzazione. Tale attività dovrà essere contrattualizzata tramite un contratto di ricerca, e potrà dunque essere contribuita al 50%.

• Sono ammissibili i costi derivanti dalla ricerca commissionata nell’ ambito del medesimo gruppo, purché siano riconducibili alle categorie di costi ammessi dalla legge.

Fonte: Agenzia delle entrate

 

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