Basilea 3 nuove misure per il capitale delle banche

C’è grande attesa per la riunione di oggi del Comitato di Basilea, chiamato a discutere sulla proposta di imporre cuscinetti di capitale aggiuntivi per le “too big to fail”.

Si tratta di una misura volta a evitare che gli istituti di credito, con le proprie operazioni più rischiose, intacchino la solidità del proprio capitale. E costringano gli Stati (come in occasione della crisi del 2008) a intervenire con onerose iniezioni di liquidità per evitare il collasso dell’intero sistema.

A luglio, i regolatori hanno iniziato a stilare una lista degli istituti finanziari di importanza sistemica. In totale dovrebbero essere 28: i loro nomi non sono ancora stati resi pubblici, ma in molti concordano sulla presenza di HSBC, Deutsche Bank, JPMorgan Chase, Bank of America e Barclays. A loro sarà richiesto di detenere un volume di capitale del tipo Common Equity Tier 1 compreso fra l’1 e il 2,5%, che si andrà ad aggiungere al 7% imposto a tutti indipendentemente dalle proprie dimensioni.

Ma le lobbies bancarie, in questi mesi, non hanno perso occasione per farsi sentire.

La Clearing House stima che, in totale, per gli istituti statunitensi tali cuscinetti addizionali possano ammontare a 200 miliardi di dollari di common equity: cifra ritenuta eccessiva. Da mesi le banche premono sui regolatori: caricarle di un peso eccessivo – affermano – potrebbe obbligarle a operare una stretta ai prestiti erogati, frenando la ripresa dell’economia. Per giunta, a detta loro tale scelta non tiene conto dei cambiamenti già intercorsi a partire dal 2008. Ad esempio i living wills, piani con cui devono dettagliare le proprie strategie di gestione della crisi. Oppure i maggiori poteri conferiti alle authorities.

Ma sembra che i regolatori abbiano intenzione di andare avanti per la propria strada, supportati da diversi governi. Questa settimana il Comitato di Basilea porrà al vaglio eventuali modifiche: poi girerà la proposta definitiva al Financial Stability Board. La firma è prevista in occasione del G20 di novembre.