Banca d’Italia dichiara guerra agli affidamenti in conto corrente

affidamenti-in-conto-correnteQuesta volta l’ABI non si lamenterà del trattamento riservato alle banche italiane, come ha fatto più volte e anche di recente sottolineando tutte le penalizzazioni subite. Perché Draghi e Visco si sono messi una mano sulla coscienza e hanno allungato l’altra mano al convalescente sistema bancario italiano -che unico tra i paesi dell’euro trattiene ancora gran parte dei fondi concesso con i due LTRO- per fare affluire liquidità, sperando che poi arrivi alle boccheggianti piccole imprese.

Nelle considerazioni finali all’assemblea della Banca d’Italia di oggi il governatore ha recitato questo passaggio:

Nelle prossime settimane la Banca d’Italia varerà misure per migliorare ulteriormente la situazione di liquidità delle banche e agevolare per tale via la concessione di credito alle piccole e medie imprese. Sarà ampliata la gamma dei prestiti utilizzabili a garanzia del rifinanziamento presso l’Eurosistema. Innovazioni nelle caratteristiche dei contratti consentiranno alle banche di stanziare tipologie di prestiti, quali le linee di credito in conto corrente, diffuse tra le aziende minori. Sarà permesso utilizzare portafogli di crediti, con una gestione più flessibile del collaterale e con minori scarti di garanzia; sarà possibile includere i mutui ipotecari concessi alle famiglie.

Ora leggete cosa diceva sempre Banca d’Italia per bocca del direttore centrale vigilanza Signorini nell’ottobre 2012:

Occorre tra l’altro che gli intermediari si attrezzino per sfruttare in modo efficace l’ampliamento delle tipologie di prestiti bancari utilizzabili come collateral nelle operazioni di rifinanziamento presso l’Eurosistema. Le banche italiane hanno sinora beneficiato di questa possibilità in misura inferiore rispetto a quelle di altri paesi, anche perché nei loro bilanci è più elevata la quota dei finanziamenti che non rispondono alle caratteristiche richieste per l’utilizzazione nelle operazioni con la banca centrale; in particolare, restano esclusi gli affidamenti in conto corrente, che in Italia rappresentano il 28 per cento dei prestiti, contro il 12 per cento degli altri paesi dell’area. Come ha ricordato il Governatore, si tratta di una forma tecnica che, oltre a limitare la formazione di attività stanziabili, espone le banche a rischi di liquidità; occorre ricondurne la consistenza a proporzioni più fisiologiche.

Missione compiuta governatore, bravo. E’ una magia che dobbiamo ancora capire (come si possa a mettere a garanzia qualcosa che è contrattualmente a revoca e fluttua quotidianamente) ma è sicuramente a fin di bene.

 

Articolo di Bolognini F. – Fonte: linkerblog.biz