Aumento tassi BCE quale sara’ l’andamento del tasso di interesse da qui alla fine del 2011

La BCE e’ costretta a fare come la FED, tenere i tassi bassi e sperare che tutta la liquidita’ che si va ad accumulare nel sistema rimanga “prigioniera” delle banche e non entri nell’economia reale scatenando l’inflazione. E, vedendo quello che e’ accaduto negli Usa, potrebbe persino funzionare.

La Banca centrale europea in occasione della riunione di settembre ha mantenuto invariati i tassi di interesse all’1,50%, una decisione coerente con le aspettative del mercato e soprattutto con il rallentamento della crescita economica registrato a partire dal secondo trimestre del 2011.

Dopo che il presidente Jean Claude Trichet ha evidenziato il rallentamento dell’economia registrato nella zona euro nel corso degli ultimi mesi, gli analisti si sono detti certi che non verrà attuato un ulteriore rialzo di un quarto di punto percentuale tra ottobre e novembre 2011 così come previsto fino a poche settimane fa.

Lo stesso presidente della Bce nel corso della sua consueta conferenza stampa ha ancora una volta utilizzato la frase “monitor very closely“, un’espressione che in passato ha più volte indicato che i tassi di interesse sarebbero rimasti invariati anche nel corso della riunione successiva.

In altre parole Trichet ha lasciato intendere che non ci sarà un altro rialzo dei tassi entro la fine dell’anno e che quindi almeno fino alla fine del 2011 il tasso di riferimento rimarrà fermo all’1,50%. Nessuna aumento quindi, ma al tempo stesso anche nessuna inversione di rotta.

Nonostante questo alcuni analisti prevedono che la situazione economica porterà la Bce ad attuare un taglio dei tassi di interesse. Tra questi figura Stewart Robertson, Senior Economist di Aviva Investors, secondo cui è probabile che venga attuato un primo taglio dei tassi di interesse nel corso dei primi mesi del 2012, sottolineando che nel corso della conferenza stampa Trichet ha in qualche modo preparato il terreno per un approccio più leggero da parte della BCE nei prossimi mesi. Una decisione che l’istituto di Francoforte sarà in qualche modo obbligato a prendere ma che rappresenterà però un imbarazzante cambio di politica.