Aumentano i CDS sulle banche europee e americane

La fiducia dei mercati nel sistema finanziario internazionale è ancora ai minimi storici. A confermarlo c’è l’andamento dei credit default swap sulle banche, secondo quanto riportato questa mattina dall’agenzia Bloomberg. I Cds sono prodotti derivati che forniscono una sorta di assicurazione sui titoli: perciò il loro costo aumenta quando si ritiene che il bene da assicurare sia maggiormente a rischio.

E questo è il caso delle banche statunitensi. I Cds su Wells Fargo nella giornata di ieri hanno guadagnato 7 punti base, arrivando a quota 152. Quelli su Goldman Sachs hanno raggiunto i 361 punti (con un aumento pari a 22,5). I contratti relativi a Morgan Stanley, similmente, hanno guadagnato 21 punti (salendo a quota 412) e quelli su Bank of America 18,5 (arrivando a 383,5). Il Markit CDX North America Investment Grade Index, che misura il costo dell’assicurazione contro il default dei corporate bonds, ha guadagnato 2,4 punti base, arrivando a una media di 133,4.

Ciascun punto base corrisponde a 1000 dollari all’anno su un contratto che protegge un volume di debito pari a 10 milioni di dollari. A contribuire a quest’ondata di pessimismo hanno concorso diversi fattori. Innanzitutto le dichiarazioni di Steffen Seibert, portavoce del cancelliere tedesco Angela Merkel che, a Berlino ha affermato che il summit dei leader dell’eurozona, in programma per il 23 ottobre, porterà certamente all’adozione di un pacchetto di misure, ma si tratterà solo di un primo passo. E non certo di una soluzione permanente alla crisi.

Preoccupano, inoltre, le condizioni dei colossi bancari americani, all’indomani dell’ennesimo segnale negativo dato dalla pubblicazione dei dati trimestrali di Wells Fargo. Il suo utile netto infatti è aumentato del 21% su base annua (salendo a 4,1 miliardi di dollari rispetto ai 3,34 dello stesso periodo del 2010) grazie al calo degli accantonamenti sulle future perdite. Ma i ricavi sono scesi a 19,6 miliardi rispetto ai 20,4 del secondo trimestre: e hanno così smentito al ribasso le previsioni degli analisti, che li avevano stimati in 20,2 miliardi.

Articolo ripreso da valori.it