L’anno finanziario che verra’

Si avvicina la fine dell’anno e, come ogni anno, si ripete il consueto rito finanziario delle previsioni relative ai mercati dell’anno finanziario che verra’. Analisti, gestori, economisti, banche di investimento non si sottraggono alla tradizione e iniziano a snocciolare predizioni, vaticini e profezie.

Di solito l’incipit è: “Sebbene nessuno abbia la sfera di cristallo, tuttavia noi ci aspettiamo che…”. E subito dopo aver terminato la frase, di nascosto, corrono a toccar ferro, a far le corna, insomma, a fare gli scongiuri.

Quella del vaticinio è un’arte antica, che si perde nella notte dei tempi. La storia della sfera di cristallo (che in realtà era originariamente di berillo e molto più piccola di quella che siamo soliti immaginare), risale all’alto medioevo, ma l’arte è molto più longeva, basti pensare all’oracolo del tempio di Apollo a Delfi.

Prevedere il futuro è una delle grandi aspirazioni umane, che ha dato origine a pratiche antiche, come la chiromanzia e l’astrologia. In finanza prevedere il futuro significa fare soldi.

Forse per questo a dicembre tutti noi operatori ci lasciamo affascinare dai nostri moderni Nostradamus, i guru della finanza e gli economisti di fama e contemporaneamente non ci sottraiamo al divertissement di emularli, nel nostro piccolo. Ben sapendo che abbiamo la stessa probabilità media di azzeccarci, ovvero il 50%.

Fino a qualche anno fa, mi divertivo a conservare le riviste finanziarie e gli articoli di fine anno dei principali quotidiani economici, per andare l’anno dopo a verificare chi aveva indovinato. Oggi con internet la faccenda è ancora più semplice, ma è sempre molto divertente.

Qualcuno dice che per fare previsioni sul futuro, bisogna innanzitutto avere una visione chiara del presente. E già qui iniziano i problemi. Com’è andato quest’anno per gli operatori del nostro settore? Dipende dal punto di vista.

Un anno agrodolce

Dal punto di vista della raccolta, le reti, chi più chi meno, hanno fatto il pieno e su questo non c’è dubbio. Tassi zero prima e paura delle banche ora, hanno aiutato molto. La professione di promotore finanziario è molto gettonata di questi tempi, tanto che  si sono dovute organizzare due sessioni di esame per le iscrizioni all’albo.

Anche per i clienti, in fin dei conti, non è andata male. Certo, se non ci fosse stato qualche scossone di mezzo sarebbe stato meglio, ma penso non ci si possa lamentare.

Le principali vittime di quest’anno sono state le strategie multiasset, che si sono in molti casi rivelate ben lungi dall’essere quella panacea di tutti i mali che potevano sembrare. In fin dei conti, però, i driver di performance previsti, azionario europa e dollaro, hanno rispettato le aspettative.

Veniamo alle mie profezie per l’anno prossimo

anno finanziario potrebbe anche andare molto peggio del previsto..
Auguri per l’Anno Finanziario che verra’! Ci vediamo a fine anno per vedere se le previsioni erano corrette!

La mia sfera di cristallo è un po’ appannata, ma mi sembra di vedere che l’Europa perderà lun po’ di spinta propulsiva, che saranno favoriti i Paesi esportatori di know how e che le variabili geopolitiche e le idee poco chiare sui grandi temi di attualità, non favoriranno mercati tranquilli dal punto di vista della volatilità.

Guardando meglio intravvedo che in Europa non ci sarà un’esplosione di consumi e investimenti, quindi probabilmente i flussi di denaro si sposteranno sui settori anticiclici come il farmaceutico e l’alimentare.

Gli USA non sembra che possano andare avanti sostenendo gli attuali livelli di borsa: la sfera qui si appanna parecchio, non so bene cosa voglia dire.

Per gli emergenti mi rivolgo allo specchio delle mie brame, che consiglia di stare ancora al largo dai mercati obbligazionari a causa dell’alto rischio di qualche rumoroso default e dell’eventuale effetto domino conseguente. Dice anche di mantenere la cautela su quelli azionari. Probabilmente India e Russia potrebbero dare qualche soddisfazione in più degli altri, secondo lui.

Secondo gli astri, il prossimo sarà l’anno in cui solo il bravo gestore, lasciato con le mani libere, potrà fare la differenza, utilizzando lo stock picking e le tutte le strategie di gestione alternative possibili per portare a casa qualche risultato positivo.

La sfera nel frattempo ha smesso di ruotare ed è apparso un disclaimer lampeggiante: “Si declina ogni responsabilità sulle previsioni sin qui esposte…”. C’era da aspettarselo.

Il futuro da sempre affascina l’uomo, ma in fondo prevederlo sarebbe un po’ come rovinarsi la sorpresa. Se potessimo prevederlo, non esisterebbe.

Probabilmente è molto meglio così no? Vi sono sembrato troppo pessimista?

Fonte: citywire.it

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