L’anno del crollo delle partite IVA

crollo-partite-iva-2014A gennaio 2014 sono state aperte 78.966 nuove partite Iva; in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente si registra una flessione del 9%.

La distribuzione per natura giuridica mostra che la quota relativa alle persone fisiche nelle aperture di partita Iva si attesta al 78,4% del totale, le società di capitali sono pari al 15% e le società di persone al 6,1%. Rispetto al gennaio 2013, le società di capitali sono le uniche che registrano un aumento del numero di aperture (+2,5%), mentre le società di persone mostrano una flessione che supera il 20%; le aperture intestate a persone fisiche calano del 9,7%.

Riguardo alla ripartizione territoriale, circa il 46% delle partite iva avviate a gennaio 2014 è localizzato al Nord, il 22,4% al Centro ed il 31,7% al Sud ed Isole. Il confronto con gennaio 2013 mostra che tutte le Regioni hanno accusato un calo di aperture tranne la Provincia di Bolzano: la flessione è di oltre il 10% in Lazio, Sicilia, Campania, Puglia ed Emilia-Romagna.

La classificazione per settore produttivo evidenzia che il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva: oltre il 21% del totale, seguito dalle attività professionali (circa il 20%), edilizia e sanità. Rispetto al corrispondente mese dello scorso anno, tutti i settori principali registrano un calo di aperture, con punte di oltre il 10%, mentre l’eccezione è rappresentata dalle “altre attività di servizi” che invece fanno segnare un aumento del 7,2%.

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è sostanzialmente stabile, con i maschi che risultano intestatari del 62,7% delle nuove partite Iva. Il 49,1% delle aperture è attribuito a giovani fino a 35 anni ed il 34,3% alla classe 36-50 anni. Rispetto al gennaio 2013 le prime tre classi di età (fino ai 65 anni) mostrano un calo di aperture intorno al 10%. La diminuzione è molto più contenuta invece nella classe di età sopra i 65 anni (-1,6%).

Le adesioni al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità in questo mese sono state 26.324, con una sostanziale stabilità rispetto al gennaio precedente (-1%).

Il regime limita per cinque anni l’imposta dovuta al 5% degli utili dichiarati, esonerando da Iva e Irap.

 

Articolo ripreso da giornaledellepmi.it – autore: redazione

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