Anche in Svizzera di parla di separare le banche di investimento da quelle retail

Dopo il Regno Unito, anche la Svizzera punta il dito contro le cosiddette attività “da casinò” e, in particolare, contro i business legati all’investment banking. In Gran Bretagna, infatti, la commissione Vickers – incaricata di indicare una riforma del sistema bancario tale da scongiurare una nuova crisi come quella vissuta negli ultimi anni – ha spiegato che occorre separare le banche d’affari da quelle retail, ieri anche dalla nazione alpina si è levata una voce profondamente critica.

In un’intervista rilasciata al giornale elvetico NZZ am Sonntag, Peter Siegenthaler – che presiede un panel incaricato dal governo di individuare le nuove regole che occorrerà applicare ai grandi istituti di credito – ha spiegato che l’investment-banking pone «grandi rischi» al sistema economico.

In questo senso, i nuovi standard imposti in termini di requisiti di capitalizzazione «costituiscono un incentivo a modificare i modelli di business». E, qualora tali novità non fossero sufficienti, «si potrà pensare ad imporne di ancora più dure».

Siegenthaler ha aggiunto che le pratiche di banche d’affari che sono state attuate prima del crollo del 2008 «non hanno aggiunto alcun valore alla nostra economia reale».

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