Anche gli USA sono sull’orlo del tracollo finanziario

Da quando è stato rieletto Barack Obama il 6 novembre 2012, gli Stati Uniti sono passati da una crisi di bilancio all’altra. Prima il “fiscal cliff”, il cosiddetto baratro fiscale, è stato presentato come la fine del mondo se non fosse stato risolto. La sua mancata soluzione è stata seguita dalla “suspense” sul tetto del debito, e poi, il 1 marzo, dalla firma del decreto di “sequestro” di Obama, che autorizza tagli automatici alla spesa di 85 miliardi di dollari quest’anno. Ognuna di queste crisi era presumibilmente attinente al disavanzo del governo USA.

Tutte queste crisi hanno completamente assorbito l’attenzione della Casa Bianca e del Congresso, mentre i media parlano degli orrori dietro l’angolo se non verrà raggiunto un accordo. In realtà ciascuna di queste crisi è artificiale, destinata ad impedire una seria discussione dei veri problemi che affronta l’economia americana, ovvero l’accelerazione verso un crac iperinflazionistico, alimentato dai continui sforzi di salvare le banche. I salvataggi bancari, che si chiamino TARP o Quantitative Easing I, II, III, o IV, non sono che una truffa iperinflazionistica, mirante a proteggere centinaia di migliaia di miliardi di euro di aggregati finanziari senza valore, costringendo i governi ad accollarsi i costi di tali salvataggi. Così mentre aumentano i salvataggi bancari, crolla l’economia fisica delle nazioni e una porzione sempre maggiore della popolazione affronta situazioni drammatiche causate dalle misure di austerità.

La frode di questa successione di psicodrammi sul bilancio miranti a sopprimere il dibattito sulle vere soluzioni, ovvero una riorganizzazione del sistema finanziario a partire dalla legge Glass Steagall, è stata denunciata questa settimana in modo quasi spettacolare da Bob Woodward, il giornalista famoso per l’inchiesta sul Watergate che portò alle dimissioni del Presidente Nixon nel 1974. Woodward, attualmente condirettore del Washington Post, ha scritto un editoriale il 22 febbraio in cui ha smascherato la menzogna di Obama, ora che si avvicina la scadenza sui tagli automatici.

Obama ha dato più volte la colpa ai repubblicani per il meccanismo dei tagli automatici (sequester), sostenendo di voler proteggere le classi medie dagli effetti devastanti dell’austerità. Ad esempio, Woodward cita Obama durante il terzo dibattito presidenziale, quando disse “Il sequester non l’ho proposto io. L’ha proposto il Congresso”.

E ha citato Jack Lew, attuale ministro del Tesoro, che ha dichiarato che sono stati i repubblicani ad insistere su “qualche formula per tagli automatici”. E da allora questa è stata la menzogna dell’amministrazione Obama.

Stando a Woodward, ciò è falso. L’idea dei tagli automatici “è stata escogitata da Lew” e da un altro assistente della Casa Bianca, e “Obama ha approvato personalmente il piano”. Woodward conclude l’articolo dichiarando che le menzogne della Casa Bianca “erodono ulteriormente la sembianza di fiducia tra Obama ed i repubblicani al Congresso” rendendo inevitabili i tagli automatici.

La reazione della Casa Bianca all’articolo di Woodward va dal definirlo uno “stupido” a profferire minacce, sostenendo che “si pentirà ” di averlo scritto. Altri giornalisti hanno denunciato di aver ricevuto pressioni dalla Casa Bianca per non riprendere l’articolo di Woodward.

Secondo Lyndon LaRouche, questo incidente dimostra che Obama “ha i nervi a pezzi” e “ci si può aspettare di tutto”. Ora che viene sfidata sia la sua politica economica che la politica estera, aumenta il sostegno alla legge Glass-Steagall e riappare la parola “impeachment”, la reazione brutale della Casa Bianca alla legittima denuncia di Woodward potrebbe essere l’inizio della fine della presidenza Obama.

Fonte: movisol.org/13news042.htm

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