Amazon vuole diventare la vostra nuova banca

Una serie di attività svolte dal pianeta banche sono a rischio di migrazione verso nuovi attori che sfruttano a volte la maggiore vicinanza con la tecnologia o la capacità di gestire con precisione chirurgica maxi-comunità globali di consumatori che comprano fiduciosamente online. Uno degli indiziati più evidenti nel processo di disintermediazione del vecchio sistema bancario è il colosso americano Amazon.

Amazon da tempo non è più una società che vende libri online, combattuta da autori ed editori in Francia. E’ un gigantesco mercato su cui si può comprare di tutto e la lista si allunga giornalmente. Ha una capacità di marketing straordinaria, tesaurizzando e gestendo i profili dei propri utenti per indirizzare in modo preciso l’offerta, una tecnica che le banche non sono mai riuscite ad affinare nonostante la massa di dati che processano quotidianamente.

Obiezione: Amazon è lontana, è forte nel mercato americano. Obiezione respinta. Non è così e direi che sia sufficiente leggere l’annuncio pubblicato oggi per capire cosa sta succedendo anche in Italia e perché pezzi interi del magro, ma costoso, impianto di servizio bancario alla piccola impresa siano sotto una seria minaccia di estinzione:

Amazon Marketplace: un’opportunità per le imprese italiane

12.000 aziende italiane sono presenti su Amazon Marketplace; 7.000 i venditori che usufruiscono in Italia dell’eccellenza di Amazon nella logistica e nel customer service per commercializzare i propri prodotti

LUSSEMBURGO, 21 ottobre 2014 – Sono ben 12.000 le aziende italiane che hanno fatto di Amazon Marketplace la propria vetrina nel settore eCommerce mentre sono 7.000 i venditori italiani e stranieri che hanno aderito al programma Logistica di Amazon in Italia, attraverso il quale affidano ad Amazon le operazioni di logistica, come lo stoccaggio l’imballaggio, la spedizione la gestione dei resi, e l’assistenza ai clienti. Sono questi i numeri che mostrano il crescente interesse delle aziende italiane di ogni dimensione verso la possibilità di commercializzare online i propri prodotti in Italia e all’estero.

I venditori Amazon Marketplace svolgono un ruolo prezioso nell’offrire ai clienti Amazon una vasta selezione di prodotti. Infatti ben il 40% del totale degli articoli ordinati a livello globale sono venduti da loro.

La possibilità di vendere all’estero garantita da Amazon Marketplace offre interessanti opportunità per le aziende di piccole e piccolissime dimensioni, che hanno accesso di fatto al vasto mercato nel quale Amazon sta operando.
Circa 2.100 imprese operanti su Amazon.it vendono, infatti, i loro prodotti anche su altri Marketplace non europei, inclusi Stati Uniti, Giappone e Canada, rendendo così accessibile anche a questi mercati l’acquisto online di prodotti Made in Italy in maniera immediata, e con tutti i vantaggi offerti dalla piattaforma Amazon Marketplace.
Le categorie per le quali Marketplace è disponibile sono Musica, Film, Videogiochi, Casa, Cucina, Fai da Te, Giardino e Giardinaggio, Elettronica, Strumenti Musicali e DJ, Orologi, Gioielli, Scarpe e Borse, Valigeria, Giochi e Giocattoli, Prima Infanzia, Sport e Tempo Libero, Illuminazione, Auto e Moto e Informatica. Dal momento dell’apertura del Marketplace, avvenuta nel 2010, i clienti di Amazon.it hanno accesso a oltre 250.000 prodotti offerti dai venditori Marketplace.

Grazie a Marketplace i clienti possono accedere a una selezione ancora più ampia, sempre con la facilità di utilizzo del sito Amazon.it, compresi i metodi di pagamento, i sistemi di sicurezza e protezione antifrode e la “Garanzia dalla A alla Z” di Amazon, che copre tutti gli acquisti effettuati presso i venditori Marketplace quando il pagamento è effettuato attraverso il sito di Amazon.it. La visibilità del proprio logo su Amazon offre l’accesso a milioni di clienti, ed esprime l’affinità di pensiero alla filosofia di Amazon, che vuole offrire l’accesso ai prodotti dei venditori al numero più vasto possibile di clienti.

Tramite Amazon Marketplace i venditori terzi possono usufruire dell’eccellenza della “Logistica di Amazon”. I venditori potranno decidere di consegnare i propri prodotti nei centri di spedizione (“Fullfillment Center”) e affidare ad Amazon la gestione di stoccaggio, imballaggio, spedizione, permettendo ai propri clienti di usufruire così anche dell’assistenza garantita dal Customer Service Amazon. Oltre 7.000 venditori italiani e esteri utilizzano questo servizio che permette ai clienti di ricevere i prodotti rapidamente, proprio come accade per gli ordini relativi ai prodotti venduti dalla stessa Amazon. I clienti che acquistano prodotti gestiti dalla Logistica di Amazon possono scegliere qualsiasi metodo di spedizione disponibile su Amazon.it, come ad esempio Spedizione Sera e Spedizione Mattino, due opzioni di spedizione che consentono la consegna in giornata (nei cap dell’area milanese) o entro le 12.00 del giorno successivo (per circa il 40% dei cap italiani), e Amazon Prime, anche quando acquistano dai venditori terzi.

Si comprende facilmente la forza di questa offerta che non può essere contrastata dalle banche: un sistema integrato di commercio senza confini (non alla portata delle banche che balbettano progetti di internazionalizzazione), di logistica super-efficiente (non offerta da alcuna banca eccetto forse BancoPosta), di pagamenti sicuri (che possono fare a meno del circuito bancario) e perché no di micro-finanziamenti.

La sfida è già cominciata negli USA e si trasmetterà rapidamente anche in Europa, dove le barriere all’entrata sono molto più basse perché i costi scaricati sulla piccola impresa sono molto elevati e la propensione a sottrarsi al monopolio bancario -anche nei pagamenti via POS- sempre più in crescita.

Le banche italiane hanno cominciato a vendere prodotti di consumo, televisori, tablet, attrezzi per il fitness, ma la sfida è impari: Amazon può vendere tutto e decidere quale parte del business collaterale portarsi in casa e quale lasciare agli altri perché poco conveniente.  Molto peggio di un stress-test della BCE in prospettiva.

 

Articolo di F. Bolognini ripreso da linkerblog.biz

 

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