Alcune banche potrebbero cavalcare la protesta contro la finanza internazionale

Alcune banche potrebbero “sfruttare” i moti di protesta che in molti Paesi di tutto il mondo, ormai da settimane, stanno prendendo di mire proprio gli attori dell’alta finanza internazionale.

Già, perché se chi manifesta si è scagliato in particolare contro i grandi gruppi globali, le piccole realtà (soprattutto quelle arrivate più di recente sul mercato) stanno tentando di dipingersi sempre più come novità in grado di marcare una differenza con il modo di fare business dei colossi.

Così, in Gran Bretagna l’ultima banca che ha aperto i battenti la scorsa settimana – la Shawrock – ha deciso di lanciare il proprio marchio assieme ad un programma ad hoc di prestiti dedicati alle piccole imprese. In particolare, si tratta di una linea di credito da 250 milioni di sterline che dovrebbe andare a concedere una boccata d’ossigeno alle aziende che maggiormente si stanno scontrando con il credit crunch.

Secondo quanto riportato ieri dal Guardian, si tratta di una strategia che è stata già portata avanti da altre realtà giovani del panorama bancario inglese, comprese Metro Bank e Aldermore. La speranza è proprio quella di far convergere la rabbia dei cittadini sui grandi gruppi.

Così, l’amministratore delegato di Shawrock Owen Woodley ha spiegato che «visto cosa è accaduto nelle piazze finanziarie negli ultimi tre anni, riteniamo che esistano importanti opportunità che si possono cogliere in quello che vogliamo descrivere come un modello di business più tradizionale». E se i 250 milioni proposti dalla banca «non bastano di certo a risollevare il Regno Unito», ogni nuovo aiuto non può che essere «il benvenuto».

L’offerta dell’istituto di credito, poi, prevede anche prestiti agevolati ai privati per specifiche ristrutturazioni immobiliari e un range di prodotti per il risparmio. D’altra parte, conclude il Guardian, sembra chiaro che per i correntisti delle “vecchie” banche è più facile scegliere la via del divorzio piuttosto che aspettare un reale cambiamento.

Testo ripreso da valori.it