Aderire alla Voluntary Disclosure

Come ho sempre sostenuto, la nominatività della procedura di collaborazione volontaria genera degli impatti che è bene considerare ancor prima di scegliere di aderire. L’adesione, ho già avuto modo in più occasioni di ricordarlo, se dal punto di vista tecnico è imprescindibile, professionalmente si deve sempre puntare a generare Consapevolezza nella decisione.

Come sappiamo, l’evidenza dell’adesione è effettiva solo per l’Agenzia delle Entrate e la Procura. Tanto è vero che la Guardia di Finanza ha dovuto richiedere la possibilità di poter verificare preventivamente se un codice fiscale da doversi assoggettare ad accertamento abbia o meno aderito. In caso positivo se tale adesione fa venire meno gli indici di anomalia, ecco che l’accertamento non ha esecuzione.

Tuttavia la psicologia degli italiani è particolarmente attenta alla eventuale “fuga di notizie” (più o meno perseguibile in penale) ed alle conseguenze che ne deriverebbero. A questo proposito ricordo che la decisione del Consiglio di Stato n. 2472/2014 ha sancito la legittimità della pretesa, ai fini della causa di separazione, di conoscere le effettive consistenze finanziarie del coniuge potendo così accedere ai dati presenti nell’archivio dei rapporti con gli intermediari finanziari dell’anagrafe tributaria. Professionalmente dunque non va sottovalutata una futura apertura di allargamento dei soggetti che possono beneficiare di tale possibilità.

Conseguentemente, ho identificato nove categorie di impatti diversi fra di loro, ovviamente senza nessuna pretesa di esaustività.

1. impatti nel passaggio successorio: 

Una delle conseguenze derivanti dall’adesione è l’emersione di liberalità (dirette od indirette) di quote di asse ereditario occultate. Se le liberalità o la dichiarazione sono datate entro i cinque anni, senza entrare nel tecnicismo, l’Agenzia delle Entrate ne potrà chiedere conto.

Inoltre, in ogni caso, occorrerà ridefinire giuridicamente l’asse ereditario:  per il ricalcolo del “donatum” e per l’eventuale lesione delle quote di legittima al netto dell’utilizzo dell’eventuale quota di disponibile in caso di testamento.

Sempre in ambito successorio un aspetto assolutamente da non sottovalutare è quello dell’impatto psicologico che le nuove disponibilità possono avere sui futuri eredi. Nel percorso di Consapevolezza non devono essere tralasciate assolutamente tutte le considerazioni relative alla serenità, alla motivazione, alla realizzazione ed all’efficacia della persona. La nuova dimensione di ricchezza ben potrebbe impattare negativamente su tutti e quattro questi aspetti.

2. impatti nelle cause di separazione:

Sia nelle cause consensuali che, maggiormente, in quelle giudiziali, la notizia delle nuove ricchezze prima sconosciute potrebbe far inasprire i rapporti già di per sé tesi con la controparte: richiesta di incremento degli assegni per gli alimenti o per il mantenimento, ricatti psicologici maggiori per ottenerne parte della proprietà, impatti anche meramente psicologici nelle relazioni con i figli.

3. impatti sulle agevolazioni: 

Aver beneficiato di agevolazioni in termini pensionistici, sanitari, contributivi, universitari, grazie all’esibizione dell’Isee, reso infedele dall’emersione delle consistenze estere, potrebbe avere ripercussioni anche di carattere penale.

4. impatti fallimentari: 

Nel caso in cui la persona fisica che aderisce era stata socia di una società finita in procedura concorsuale e/o fallita, ecco che l’evidenza di queste somme e della loro origine storica ben potrebbe avere ripercussioni sia civili (azioni risarcitorie da parte dei creditori) che penali (bancarotta, anche fraudolenta).

tutta la faccenda continua a non convincerci troppo..

5. impatti relazionali:

L’eventuale notizia di queste storiche risorse finanziarie potrebbe avere anche ripercussione sulle relazioni con parenti, amici, soci, fornitori, banche, dipendenti.

6. impatti sicurezza personale e familiare: 

Un’altra conseguenza da non sottovalutare è che la notizia di queste risorse possa far correre il rischio di essere oggetto di rapimenti, estorsioni, ricatti, rapine.

7. impatti strategici: 

Una scelta basata sulla Consapevolezza non può non considerare la futura allocazione di tali risorse fra: lusso, immobili, finanza, impresa e socialità (comunità, ambiente, infrastrutture).

Nel caso della finanza ciò tira in causa innanzitutto la scelta fra consumo, spesa, risparmio ed investimento. Dopodiché occorre ridefinire il profilo di rischio con la sua conseguente differenziazione (anche geografica).

8. impatti societari: 

L’impresa generalmente è la fonte di ricchezza delle persone. Conseguentemente questi nuovi capitali possono (meglio sarebbe devono) portare a cogliere il salto di paradigma ormai imprescindibile.

La Gestione Consapevole d’Impresa deve tendere alla creazione di valore, all’ottimizzazione del carico fiscali, all’azzeramento della commistione patrimoniale fra società e famiglia, ad investimenti Consapevoli.

9. impatti psicologici: 

Non va affatto trascurato il beneficio psicologico che deriva dall’aderire: la tranquillità (che deriva dall’aver reso lecite queste disponibilità, evitando le conseguenze penali), nonché la serenità di poterli utilizzare in modo pieno senza ansie o paure accertative è fondamentale nella scelta di aderire alla voluntary disclosure.

Autore: V_Renne – fonte: linkedin.com

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