A New York si perdono posti di lavoro nel settore finanziario

Il Comptroller dello Stato di New York, Thomas DiNapoli, ha reso noto ieri un rapporto che non mancherà di scatenare preoccupazioni. Prevede infatti che, a Wall Street, siano addirittura 10 mila i posti di lavoro a rischio entro la fine del 2012. Le società finanziarie newyorkesi hanno già ridotto la propria forza lavoro di circa 22 mila unità a partire dal mese di gennaio del 2008. Solo a partire dall’aprile di quest’anno, sono stati segnalati 4.100 licenziamenti. E queste ultime stime, se venissero confermate dai fatti, rappresenterebbero un ulteriore calo del 17% sul totale degli addetti.

A scatenare una simile emergenza occupazionale sono le difficili condizioni dei mercati, che incidono pesantemente sui profitti dei colossi della finanza (le previsioni per il 2011, pari a 20 miliardi di dollari, sono state ridimensionate a 18 miliardi complessivi). Questi ultimi, dunque, hanno optato per massicci piani di riduzione delle spese.

New York ne risulta particolarmente colpita, visto che molte società preferiscono concentrare le proprie sedi in altre città, meno costosi. Lo dimostrano i dati del Bureau of Labor Statistics: nel periodo compreso fra dicembre 2006 e agosto 2011, a livello nazionale il dato relativo all’occupazione è sceso del 4,9%, con un -8,1% nel comparto finanziario.

L’area metropolitana newyorkese è nettamente sotto la media per quanto riguarda l’occupazione (scesa “solo” del 2,6%) ma si segnala un calo dell’8,9% proprio tra gli impiegati della finanza. Di certo non mancheranno le conseguenze sull’economia reale, profondamente legata alle sorti di Wall Street: basti pensare che, su area metropolitana, le società finanziarie garantiscono un posto di lavoro su 8.

Secondo DiNapoli, tali difficoltà si andranno a ripercuotere anche sulle remunerazioni, destinate a calare dopo l’aumento registrato nel primo semestre di quest’anno. Il rapporto conferma comunque la tendenza a spostare le retribuzioni dei dirigenti dai bonus in contanti (messi sotto accusa a seguito della crisi del 2008) agli stipendi.

Articolo ripreso da valori.it

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